Nucleare, in Francia il dibattito si fa atomico

centrale nucleare francese

Che la Francia abbandoni l'atomo è certamente confortante sul fronte sicurezza per noi italiani e per quel 60% di cittadini francesi favorevole, ma tra il dire e il fare ci sono dei costi da sostenere e delle riserve piuttosto ardue da vincere.

Noi di Ecoblog stiamo seguendo l'acceso dibattito che sta animando la politica energetica francese in queste settimane, a dir poco indecisa sul suo futuro. François Hollande, candidato alla presidenza per il Partito Socialista, vuole portare al 50% entro il 2030 l'approvvigionamento energetico proveniente dall'atomo. In queste ultime ore, però, ha svelato una vena di incoerenza ed ha avuto non poco filo da torcere con i Verdi, dopo aver dichiarato in tv che è favorevole alla costruzione di una centrale atomica EPR di ultima generazione.

Due giorni fa vi abbiamo presentato i tre diversi scenari energetici previsti dall'Union française de l'électricité (UFE) in caso di situazione invariata del bilancio energetico oppure di uscita totale o parziale dal nucleare verso un mix di rinnovabili, eolico in primis, e fossili.

Oggi leggiamo su Le Parisien che Henri Proglio, a capo della EDF, ha messo in guardia sulle pesanti ricadute occupazionali dell'abbandono dell'atomo. Da premettere che l'EDF gestisce 60 centrali nucleari, il che la dice lunga. Scrive Proglio su Le Parisien:

A rischio ci sono 400.000 posti di lavoro diretti e indiretti nel settore nucleare, 500.000 posti di lavoro nelle imprese attualmente situate in Francia. Dobbiamo aggiungere 100.000 posti di lavoro dallo sviluppo globale futuro dell'energia nucleare in Francia.

Fanno 1 milione in tutto. Proglio stima inoltre un aumento delle emissioni di gas serra del 50%, dovuto alla sostituzione della fetta di energia garantita dal nucleare (75%, ndr) con una maggiore produzione da fossili, perché come dicevamo due giorni fa le rinnovabili da sole non sarebbero sufficienti, potendo arrivare da qui al 2030 a coprire un 34%.

L'allarme di Proglio si riferisce ad un'uscita drastica e netta dal nucleare. I costi sul fronte occupazionale saranno pure elevati, ma Proglio dimentica che sostituire la fetta del nucleare con una maggiore quota proveniente dalle energie rinnovabili significa creare nuovi posti di lavoro nel settore delle green energies. Un dettaglio volutamente trascurabile se possiedi 60 centrali nucleari.

Via | Le Monde; Le Parisien
Foto | Flickr

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