Ridurre i consumi del riscaldamento con la caldaia a condensazione

caldaia a condensazione per risparmiare sul riscaldamento

Fra le spese energetiche più gravose c'è quella per il riscaldamento o la produzione di calore, che, durante la stagione fredda, può arrivare a rappresentare circa i tre quarti del consumo energetico complessivo di una casa. A chi si chiede quale sia il sistema di riscaldamento più adatto è difficile dare una risposta sincera e concreta, ma la cosa più importante è che la scelta deve essere fatta sulle proprie esigenze individuali. In sintesi un risparmio energetico, legato all'impianto di riscaldamento domestico, per esempio, si basa su due semplici regole:


  1. Mettere in atto comportamenti più corretti,

  2. Utilizzare apparecchi efficienti.

Con una caldaia a condensazione, rispetto ad una caldaia tradizionale, si risparmia dal 20% al 50% sulle spese in bolletta.

Per prima cosa la caldaia a condensazione possiede, ad oggi, la tecnologia più avanzata ed è il sistema più efficiente di combustione per il riscaldamento e la produzione di acqua calda, tecnologia che è di riferimento per il futuro per due ragioni che la caratterizzano:


  1. ha basse emissioni inquinanti (il metano può essere ritenuto un combustibile "pulito" e si riducono i volumi dei fumi immessi in atmosfera),


  2. è ad alta efficienza energetica.

Queste due caratteristiche determinano un progetto ecologico, che deve avere un impatto ambientale minimo e quando possibile influire favorevolmente sull'ecosistema nel quale è costruito. Inoltre, si può pensare di integrare la caldaia un sistema basato sull'utilizzo delle energie rinnovabili, sarebbe ottimo quindi poter integrare al sistema dei pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria. Rispetto ad una caldaia tradizionale ha un prezzo più elevato ma possiamo contare sul fatto che rappresenta ciò che di più efficiente oggi il mercato offre e determina rendimenti più alti, consumando meno combustibile.

Infatti, per essere più tecnici, nella caldaia tradizionale i gas combusti, costituiti in parte da vapore acqueo, sono espulsi alla temperatura di 110°C circa. Nella caldaia a condensazione, i gas, prima di essere espulsi all'esterno, attraversano uno scambiatore, in cui il vapore acqueo condensa e cede parte del suo calore, così i gas escono in forma liquida all'esterno ad una temperatura di 50°C: questo significa che ai fumi viene sottratta la loro energia residua, che viene a sua volta trasmessa all'acqua. Inoltre i fumi che fuoriescono si "raffreddano" e possono essere evacuati attraverso di una normale tubazione di plastica. Così il calore prodotto non sarà più sprecato. La vita media di una caldaia a condensazione e di circa dieci anni o più e oltre ad assicurare oneri ridotti per la manutenzione, possiede un dispositivo termoelettrico che impedisce al gas di fuoriuscire nel caso dello spegnimento della fiamma, quindi produce calore in efficienza al riparo da ogni inconveniente.

Per chi ha installato una caldaia a condensazione nel 2011 ha diritto al bonus del 55% di detrazione dall'IRPEF per le eco-ristrutturazioni.

In attesa di capire che cosa succederà all'ecobouns nel prossimo anno, attualmente, la legge di Stabilità non prevede la proroga del bonus. In mancanza di un provvedimento statale pare invece che la proposta di vari istituiti sia quella di un ecoprestito, sul modello di paesi europei come Francia ed Inghilterra: la proposta si inquadra nel percorso volto alla riduzione del 20% delle emissioni cosiddette climalteranti e all'incremento del 20% del risparmio energetico e dell'uso di energia rinnovabile.

Foto | Flickr

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