Costruire ecologico, la check list per i materiali della bioedilizia

una casa sostenibile

Una casa che viene costruita secondo i principi della bioedilizia sfrutta i materiali naturali con certi parametri:


  1. accumulazione (quantità di calore che viene trattenuto);
  2. coibenza (impedisce la dispersione del calore);
  3. ventilazione (per garantire che il calore estivo venga aspirato e per mantenere il giusto grado di umidità).

Tuttavia la scelta dei materiali nella bioediliza è una materia ardua anche per gli esperti del settore, che devono tenere sotto controllo le diverse tecnologie, il loro bilancio ecologico e i giusti criteri di selezione e valutazione. Considerando la nostra casa come un albero iniziamo dalle fondamenta, dove vengono usati i mattoni, la pietra naturale e il calcestruzzo magro.

Per le murature dei locali interrati invece i mattoni e la pietra arenaria calcarea. Per le murature perimetrali vengono utilizzati argilla, mattoni, arenaria calcarea, legno massiccio e per le pareti interne inoltre pannelli di gesso naturale e pannelli di truciolato esenti da materiali tossici. Vengono utilizzati intonaci naturali per l'interno e per l'esterno e legnami autoctoni per le finestre che sono in vetro incolore a lastre doppie.

Per i soffitti ci sono travi in legno e soffitti in pianelle di cotto, per le finiture dei pavimenti parquet, sughero, tappeti in fibra naturale e per i materiali isolanti sughero, canne, fibra di cocco, lana di pecora, lastre di truciolato composto, silicati espansi e cellulosa.

A supporto alla progettazione ambientalmente sostenibile esiste uno strumento, una check-list strutturata come un albero, che consente di tenere sott'occhio gli aspetti che devono essere presi in considerazione durante le fasi del processo costruttivo, ma che tutti possono usare per comprendere parametri che una casa ecologica deve possedere.

L'albero del costruire ecologico tiene in gran considerazione, infatti, le qualità dei materiali impiegati nei nostri edifici, che non devono essere dannosi per l'uomo, per la natura e per i lavoratori che li maneggiano. Le sue radici sono legate a concetti come comprendere che noi siamo parte dell'ecosistema terrestre e nel nostro stile di vita vi è la nostra “impronta ecologica” e che il significato di sviluppo sostenibile è quello enunciato alla conferenza di Rio del 1992, ossia “lo sviluppo che “garantisce i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri” (Rapporto Our Common Future (1987) della World Commission on Environment and Development, Commissione Bruntland).

La regola di solito è quella che un edificio è fatto anche delle persone che lo abitano, che saranno sensibili ai fattori estetici e alla loro percezione di abitazione. Quest'ultimo è uno dei quattro virgulti del nostro albero, ultimo ma non per questo meno importante se ci pensiamo.

Foto| Flickr

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