Inquinamento in Cina, degrado ambientale costa 3% del PIL

inquinamento Pechino

La cattiva qualità dell'aria a Pechino ha raggiunto livelli esorbitanti. Qualche giorno fa una densa nube grigia ha costretto le autorità a chiudere alcune strade e molti voli hanno subito disagi. Se il Governo cinese rassicura la popolazione ed il mondo, le rilevazioni effettuate dai diplomatici americani descrivono scenari decisamente più allarmanti.

Lo smog è provocato principalmente dalle centrali a carbone (forniscono il 70% dell'energia totale, ndr), ma anche dall'aumento del numero di automobili in circolazione. Pensate che l'anno scorso mediamente sono stati immatricolati 2mila nuovi veicoli ogni giorno, in contesti urbani che sono già a dir poco congestionati dal traffico.

La Cina conta 13 delle 20 città più inquinate del mondo. Oltre all'inquinamento atmosferico, a preoccupare a livello sanitario è anche la qualità dell'acqua, minata da un'eccessiva quantità di fluoro e contaminanti. Inoltre, circa un decimo delle terre coltivate risulta contaminato da metalli pesanti.

La Cina deve affrontare necessariamente il degrado ambientale. Sia per problemi economici, costa infatti il 3% del PIL, che per reagire alle mobilitazioni della popolazione, sempre più preoccupata per la salute pubblica, con oltre mille manifestazioni ogni settimana in tutto il territorio cinese.

Il piano quinquennale 2011-2015 si incentra sulla lotta all'inquinamento e lo sviluppo della Green Economy. La quota di energia proveniente dalle rinnovabili dovrà passare dall'attuale 8% all'11,4%, la riduzione delle emissioni di gas serra dall'8 al 10% incrementando la superficie forestale. Sarà sufficiente ad allentare la morsa dell'inquinamento?

Via | Le Figaro; Embassy of the United States in China
Foto | Flickr

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