La Lista Rossa dell’IUCN è stata di recente aggiornata esaminando lo stato di conservazione di oltre 61.900 specie. Ne è venuto fuori una sorta di barometro della vita, un censimento della biodiversità che fa emergere qualche dato positivo e tante brutte notizie.
Il dato forse più drammatico riguarda l’estinzione dei mammiferi. Malgrado i numerosi sforzi per tutelarli, infatti, ben il 25% delle specie risulta a rischio estinzione. Esemplificativa su tutti la situazione dei rinoceronti. Ne parlavamo qualche giorno fa: il rinoceronte nero occidentale si è estinto, quello di Giava è scomparso definitivamente in Vietnam ed i rinoceronti neri sono ridotti a poche unità in Sudafrica.
Proprio in Sudafrica si sta facendo di tutto per salvarli dall’estinzione, anche utilizzando gli elicotteri per guidarli in luoghi più sicuri. Va meglio invece per il rinoceronte bianco meridionale, passato dai cento esemplari di fine del 19° secolo agli oltre 20mila attuali.
Un barlume di speranza si è acceso anche per il cavallo di Przewalski (Equus ferus), passato da gravemente a rischio a semplicemente a rischio. Se i mammiferi lottano per la sopravvivenza di molte delle loro specie, non va meglio ai rettili. In Madagascar, ad esempio, rischia l’estinzione ben il 40%, tra gechi e camaleonti più o meno rari.
E le piante? L’IUCN non ha fatto un’analisi esaustiva per la flora. Tuttavia, dai dati presi in esame, si può notare come la perdita di habitat e l’arrivo di specie invasive causato dall’innalzamento delle temperature e dal commercio globale, mette a rischio conifere come la Glyptostrobus pensilis e la Taxus contorta.
Specie a rischio estinzione Lista Rossa 2011
Via | IUCN
Foto | Flickr; IUCN; Wikimedia Commons
boh1
13 nov 2011 - 17:43 - #1possiamo dire che per la maggiorparte i colpevoli sono i cinesi ???..no perchè se il problema non viene compreso bene , nemmeno si può risolvere.
altereco
13 nov 2011 - 20:51 - #2si in parte si, vale per i rinoceronti, il corno è molto richiesto in Cina, per gli squali (le pinne), per gli elefanti, per le tigri ed anche per molte piante utilizzate nella medicina tradizionale e sovrasfruttate come la Taxus contorta.