
Nei centri commerciali è Natale più o meno dal 16 agosto. Alberi di Natale, decorazioni e lucine ci accerchiano con largo anticipo per indurci a comprare. Se provi a guadagnare l’uscita devi dribblare elfi, renne e babbi Natale piuttosto motivati ad inculcarti lo spirito natalizio ad ogni costo.
Ogni anno poi la stessa lotta: l’albero più ecologico è quello vero o quello finto? Non c’è una risposta secca giusta. Se l’albero finto è prodotto in Italia con materiali riciclati e lo usi per tutta la vita non è una opzione così malsana. Similmente, se l’albero vero lo mantieni vivo e lo fai ripiantare alla fine delle feste non è ecologically scorrect.
Ad ogni modo, per tagliare la testa al toro, l’ideale è ricorrere al riciclo creativo. Alla ricerca di alberi di Natale riciclati ne ho scovati di molto originali che non hanno nulla da invidiare a quelli tradizionali, anzi sono molto più verdi e sicuramente ecochic, il che pare che ultimamente vada tanto di moda.
Da quello realizzato con le posate di plastica a quello composto interamente da bottiglie di vetro ad un classico: l’albero in cartone o carta di giornale riciclata. Nell’attesa di decidere quale realizzare e soprattutto di capire come, godetevi questa gallery. Alla prossima!
Foto | Thedaisychick; Babycreativeblog; Sparklette; Leemills; Ecofriend
pippero2
16 nov 2011 - 11:10 - #1si certo le bottiglie perfette e senza strappino del tappo sono riciclate.
Provate ad andare in discarica a vedere quante ne trovate cosi’ perfette…
non scherziamo, e’ un gioco da designer non di riciclo creativo.
altereco
16 nov 2011 - 11:23 - #2le bottiglie di plastica in discarica si spera non ci finiscano… saranno quelle di casa, appena usate e perfette…
david37
16 nov 2011 - 11:43 - #3Andate a dire a quelli dell’Acqua che pubblicizzate che non é il packaging biodegradabile a salvare il mondo? sono i trasporti, che inquinano in maniera maggiore. Il packaging influisce, ma in maniera di certo inferiore, rispetto ai trasporti su camion. Esiste una cosa molto più economica (in tutti i termini): l’acqua di rubinetto, ossia la mancanza di trasporti che si attraversano tutta l’Italia, prima di arrivare nelle case.
pippero2
16 nov 2011 - 18:54 - #4saranno quelle di casa, appena usate e perfette…?
Cioe’ aspetta:
Tu decidi 3 o 4 anni fa di iniziare a tenere TUTTE le bottiglie che consuma una famiglia, le lavi singolarmente e le chiudi nei 300 scaffali che possiedi nel capannone per evitare che si impolverino dopo che pazientemente le hai lavate e tolta la colla.
Ovviamente sai gia’ cosa realizzare e quindi scegli i colori e butti quelle che sono imperfette perche il muletto del super e’ stato inclemente.
Dopo 4 anni, hai iniziato nel 2008, scopri che il colore e’ virato. il packaging e’ variato. Sono da buttare.
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Oppure vai da un costruttore di bottiglie e chiedi 1500 bottiglie: dopo 7 giorni arrivano 2 camion e scaricano le bottiglie identiche e perfette senza difetti come quelle che si vedono nelle foto.
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Secondo te come sono state fatte le foto?
altereco
16 nov 2011 - 19:01 - #5a me non sembrano, dalla foto, così tante bottiglie da doverci pensare tre anni prima… comunque sono spunti eh, uno può farlo anche meno perfetto e più piccolo l’albero di bottiglie.
pippero2
16 nov 2011 - 21:10 - #6saranno 20 piani con una media di 500 bottiglie: 10.000 bottiglie, 15.000 litri.
Tenuto conto che una persona assume da 1 a 2 litri al giorno se non lavora in un altoforno e non tutti sono acqua ma anche caffe, succhi, colazione, carote…
Calcola quante probabilita’ che una famiglia riesca a consumarle in 3 anni.
Certo se lo fai piu’ piccolo….
MA quello non e’ l’albero dll’ecologia ma del consumismo.