Iodio 131 radioattivo anche in Francia: ancora sconosciuta l'origine

iodio 131 sui cieli d\'Europa

La contaminazione dell'aria da iodio 131 radioattivo è stata registrata anche in Francia. Lo ha reso noto l'IRSN Institut de radioprotection et de sûreté nucléaire e l'Europa degli esperti nucleari brancola nel buio: non è una sciocca battuta ma la sconcertante realtà.

Nei giorni scorsi le tracce di Iodio 131 sono state rilevate anche nei cieli di Ungheria, Polonia, Slovacchia, Austria e Germania in quantità non nocive per la salute, almeno stando a quanto dichiara l'IAEA, poiché non fornisce alcuna stima. La contaminazione dell'atmosfera è iniziata lo scorso 19 ottobre ed è stata resa nota grazie all'alert lanciato dall'Agenzia per la sicurezza nucleare della Repubblica Ceca. Tra le tantissime ipotesi avanzate anche una possibile fuga di gas radioattivi alla centrale nucleare di Krško in Slovenia.

Secondo Bruno Chareyron ingegnere e fisico nucleare del CRIIRAD Commission de recherche et d'information indépendantes sur la radioactivité:

La contaminazione è diffusa in Europa. Il punto è sapere esattamente da quando e l'origine così da infornare le persone che vivono nella zona interessata e che sono esposte alle dosi maggiori. Il fatto grave è che sono passati già molti giorni e ancora non si conosce l'origine delle emissioni di iodio 131. E' inquietante che dopo una catastrofe come quella di Fukushima un organismo internazionale come IAEA non sia in grado di effettuare una diagnosi.

Le misurazioni in chiaro sono invece fornite dall'IRSN Institut de radioprotection et de sûreté nucléaire che ha rilevato dopo i prelievi effettuati tra il 4 e il 10 novembre:

presenza di tracce di iodio 131 nell'aria pari ad alcuni microbecquerel per metro cubo: 12 µBq/m3 a Vésinet (Yvelines), 5,7 µBq/m3 a Charleville-Mézières (Ardennes), 4,9 µBq/m3 a Orsay e 0,79 µBq/m3 a Bure (Meuse). Queste quattro stazioni si trovano a Nord della Francia ma ciò non vuol dire che lo iodio 131 abbia attraversato il sud del Paese. Altre analisi e prelievi sono in corso.

L'IRSN assicura che considerate le quantità non ci sono pericoli per la salute. Ma se a un francese dite una cosa del genere state sicuri che è tentato di non crederci a causa della brutta esperienza fatta con il passaggio della nube di Chernobyl avvenuta in Francia dal 30 aprile al 5 maggio 1986 quando fu assicurato che anche in quella circostanza non si rischiava nulla (poi i francesi hanno rinunciato al processo per stabilire le responsabilità di quelle dichiarazioni)

Via | Le Monde, Le Blog de Fukushima, Le Point, Simplyinfo
Foto | Simplyinfo

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