Impianti geotermici e case sottoterra - Parte 3

Il bacino di un geyser

Ieri scrivevo della villa The Hole sotto terra e del fatto che fosse alimentata grazie all'energia geotermica, notoriamente energia geotermica è energia pulita, sostenibile e a basso costo.

In questa ultima parte vi scrivo della produzione di energia a partire dalla risorsa geotermica con nuove tecnologie, fatto di sicuro interesse anche su scala mondiale. Lo è ancora di più per un paese come il nostro che compra energia dall'estero a caro prezzo. Attualmente in Toscana una centrale geotermoelettrica produce 5,5 Twh di energia. Numerosi enti, tra cui Agip ed Enel, consci del fatto che l'Italia è interessata da aree di elevata anomalia geotermica, hanno puntato la loro ricerca su Lazio, Campania e Sicilia, ma i problemi di natura geologica e fattori socio-economici hanno bloccato lo sfruttamento.

La società Ecobuilding invece, ha condotto una serie di ricerche per definire le caratteristiche del campo geotermico del vulcano Marsili, nel Tirreno meridionale, in collaborazione con l'università di Chieti, il CNR e l'INGV: la produzione di energia elettrica, di un ipotetica capacità di almeno 800 MWe, sarebbe attuabile entro il 2015. Il progetto sarà supportata da una piattaforma multifunzionale offshore, dotata di tutte le strutture necessarie alla perforazione e alle unità di produzione di energia elettrica.

Tuttavia i rischi associati al recupero di questa energia non sono pochi e la tecnologia di trova ancora in fase sperimentale. L'individuazione nel sottosuolo di un sistema di acque surriscaldate, infatti, avviene tramite le perforazioni, e secondo i sismologi estrarre energia scendendo in profondità rappresenterebbe un problema per i terremoti che si originano nelle profondità della terra, come è accaduto a Basel, in Svizzera nel 2006. Il progetto geotermico fu bloccato bruscamente e chiuso definitivamente nel 2009: i lavori nel sottosuolo avevano determinato un grande terremoto che danneggiò molti edifici, terrorizzando le persone, creando milioni di dollari di danni.

Ancora in Svizzera, dove a 500 metri di profondità nel terreno si misura una temperatura di circa 200°C, come in alcune zone d'Italia, viene utilizzata energia geotermica a bassa temperatura. Solo nel 2003 sono stati installati circa 4000 km di sonde geotermiche, con una potenza di riscaldamento di 500 Gwh. Un gran risparmio di combustibile! Traguardo che si vorrebbe superare con la produzione di energia elettrica con il progetto Deep Heat Mining , che naviga ancor oggi tra le incertezze e i costi di fattibilità. Si tratterebbe di un impianto da 3 MW di potenza elettrica e 20 MW di potenza termica, in grado, in teoria, di fornire energia elettrica ed energia termica a migliaia di utenze.

Il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti invece è scettico: negli USA si stanno valutando norme più severe per questi progetti, affinché l'energia geotermica venga usata in modo più intelligente, come la geotermia di terza generazione, o Enhanced Geothermal System, che incrementerebbe il rendimento di produzione dell'energia elettrica a partire dal vapore naturale.

Qui la parte1 e qui la parte2.

Foto | Flickr

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