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Centrali solari nello spazio: dovremo aspettare ancora trent'anni

Pubblicato: 17 nov 2011 da Simone Muscas

Commenti dei lettori

Pannelli solari in orbitaAvete mai sentito parlare di centrali solari nello spazio? Ovviamente non si tratta di un argomento di primissima pagina, tuttavia, se appena qualche decennio fa qualcuno ve ne avesse parlato, avreste probabilmente pensato di aver a che fare con un regista di qualche film di fantascienza. Oggi invece, per quanto la strada da percorre non sia proprio dietro l’angolo, sembrerebbero intravedersi vere possibilità di realizzazione.

Per darvi un’idea di che cosa sia questa tecnologia futuristica, si potrebbe fare uno schema semplificato: in sostanza si tratterebbe di centrali installate nello spazio (quindi oltre l’atmosfera terrestre) e capaci di raccogliere, attraverso degli enormi pannelli solari, l’energia della radiazione solare trasferendola sotto forma di fasci di microonde sul nostro pianeta. Questi stessi fasci verrebbero trasformati in elettricità poi distribuita attraverso le reti.

Detto ciò ci chiediamo: davvero esistono centri di ricerca che starebbero lavorando per rendere reale un progetto del genere? Ebbene si; apprendiamo infatti che un gruppo di studiosi dell’Accademia Internazionale di Astronautica (IAA) di Parigi sta proprio lavorando su un progetto di questo tipo: gli intenti sono quelli della messa in orbita di una stazione sopra l’Equatore (a circa 35.700 km di altezza). I ricercatori si dicono convinti che queste centrali elettriche nello spazio diventeranno realtà fra due o massimo tre decenni.

Il progetto, per quanto la sua realizzazione (o presunta tale) sia ancora distante, è considerato comunque dalla Comunità Scientifica particolarmente serio. I costi dell’intero iter rimangono però ignoti, anche se è facilmente intuibile come il passaggio dalla progettazione alla realizzazione della centrale spaziale presupporrà investimenti nell’ordine dei miliardi di euro. Tuttavia, ci si potrebbe chiedere, al di là dell’aspetto economico, se valga davvero la pena perseguire un simile progetto.

La risposta non può che essere affermativa: infatti, qualora la cosa dovesse convertirsi in realtà, si potrebbe disporre di una tecnologia dalle potenzialità enormi, capace di captare energia solare continuamente senza preoccuparsi del numero di ore di luce stagionale e dell’alternanza del dì e la notte; inoltre si disporrebbe di un quantitativo di energia di gran lunga superiore rispetto a quello che invece si riesce a captare sul suolo, semplicemente per il fatto che la radiazione solare verrebbe raccolta prima dell’ingresso in atmosfera, evitando quindi le dispersioni termiche al passaggio atmosferico.

Tradotto in parole povere significa che si potrebbe entrare in possesso di una fonte di energia non aleatoria, di grande potenza e soprattutto rinnovabile. Certo, le prospettive di realizzazione sono molto lontane, ma è comunque un canale di ricerca che vale la pena perseguire: solamente dalle premesse sembrerebbe già essere più fattibile della tanto pubblicizzata fusione nucleare.

Via | Physorg.org ; Sciencenewdaily.org

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8 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di cicleppe

    cicleppe

    17 nov 2011 - 13:12 - #1
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    Scusate l’ignoranza, ma l’impressione è che per mettere in orbita dei pannelli solari ci voglia un putiferio di energia, per non parlare di quella necessaria all’estrazione dei materiali ed alla costruzione del satellite, eccetera.
    EROEI?

  • Profilo di filippo-riccio

    filippo-riccio

    17 nov 2011 - 13:43 - #2
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    Sì come no… togliamo il ripetitore del cellulare perché fa venire il tumore, poi trasmettiamo fasci di GW di microonde verso la Terra… tutto pronto per il NIMBY e l’onda che uccide.
    E dov’è finito il “sacro” principio di precauzione?

  • dicktracy

    17 nov 2011 - 13:44 - #3
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    No dico ma l’inquinamento elettromagnetico, nessuno lo considera?
    Le possibilissime collisioni nello spazio? Le dispersioni di energia nel tragitto dall’orbita al punto di raccolta??

  • Profilo di inscape

    inscape

    17 nov 2011 - 14:24 - #4
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    “solamente dalle premesse sembrerebbe già essere più fattibile della tanto pubblicizzata fusione nucleare.”

    Mi dispiace ma la fantasia astrusa dell’autore dell’articolo si merità unicamente questo…

    http://www.youtube.com/watch?v=fa3a50pLmu8

    Roba da matti…

  • Pino Scotto

    17 nov 2011 - 15:53 - #5
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    Beh, il progetto della centrale spaziale sa molto di cosa molto molto lontana, ma se c’è qualcuno che pensa che la fusione nucleare possa diventare una fonte di energia commerciabili stiamo freschi….

  • Arturo T.

    17 nov 2011 - 15:58 - #6
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    Non vedo perchè mandare nello spazio enormi antenne con spreco di energie e con tutti i problemi di stabilità dell’orbita da monitorare nel tempo, oltre che rischiare di finire per sbaglio sotto un raggio della morte quando abbiamo così tante zone desertiche con sole per tutti. Aveva ragione il buon Einstein: …Due cose sono infinite, l’universo e la stupidità umana, ma sulla prima ho qualche dubbio”

  • Profilo di sandro-kensan

    sandro-kensan

    18 nov 2011 - 00:46 - #7
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    EROEI?

  • Profilo di emme53

    emme53

    18 nov 2011 - 13:00 - #8
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    L’idea non è completamente nuova: già da diverso tempo se ne parlava e se scienziati e centri ufficiali se ne stanno occupando, FORSE non è così peregrina. Mi viene da chiedermi, però: quale sarà il pericolo che i fasci di microonde, credo molto potenti, non vengano deviati, magari in caso di guerra o d’attentati, verso obiettivi importanti o verso civili o che possano venir bloccati, lasciando intere aree di una nazione senza la necessaria energia?