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Cambiamenti climatici a brevissimo termine, il sole dopo la tempesta

Pubblicato: 17 nov 2011 da AlterEco

Commenti dei lettori

sole dopo la tempesta

Il clima è per definizione variabile. Su questo non ci piove. A volte la ricerca sui cambiamenti climatici prospetta scenari a medio e a lungo termine più o meno catastrofici. Ad esempio, il 2035 è stato indicato erroneamente come l’anno dello scioglimento dei ghiacciai dell’Himalaya. Oggi leggo che la città di New York potrebbe finire sommersa dalle acque già nei prossimi anni.

Non che non ci sia stato un aumento degli eventi meteorologici estremi in questi anni, basta dare uno sguardo alla Thailandia flagellata dalle alluvioni o alle isole del Pacifico, come Tuvalu, che stanno invece fronteggiando una scarsità idrica senza precedenti a causa dell’assenza prolungata di precipitazioni. È importante prevedere i cambiamenti climatici a medio e lungo termine per prendere le dovute precauzioni, e penso alle isole che davvero sono scomparse in questi anni, tuttavia occorrono modelli più precisi che non traggano necessariamente previsioni catastrofiche come ci si aspetta. Spesso, leggendo queste ricerche, si ha la sensazione che si voglia cercare ad ogni costo un legame tra qualsiasi evento nefasto che capita sulla Terra ed il riscaldamento globale.

Pensiamo alla demonizzazione che è stata fatta dell’effetto serra, un fenomeno senza il quale non sarebbe possibile la vita sulla Terra. Davvero vogliamo combattere l’effetto serra come ormai si legge persino sulle etichette dello shampoo? Siamo proprio sicuri di voler vivere a -17° C? Quello che occorre piuttosto è contrastare l’inquinamento per migliorare la qualità della vita, la vivibilità delle nostre città, ridurre la mole di rifiuti e progettare sostenibile e non sotto la minaccia di catastrofi climatiche e scomparsa dell’uomo da qui al 2050, ma come modus vivendi che ha effetti positivi nell’immediato.

Qualche tempo fa Teodoro Georgiadis, senior scientist al CNR, mi ha inviato il suo instant book, No slogan: l’eco ottimismo ai tempi del catastrofismo, con un invito allo scetticismo di cui ammetto avevo bisogno, per tornare a guardare alla ricerca sul clima con sguardo più critico, lontano dalle certezze propagandate da numerosi studi che millantano di sapere con esattezza cosa accadrà tra cento anni alla Terra.

In molti penseranno che non ci sia nulla di male a spaventare le persone a fin di bene per fargli cambiare abitudini ed atteggiamento, si fa tutto per salvare la Terra. Un comportamento simile, però, quando ha per protagonista la scienza, che dovrebbe essere imparziale, può avere delle ripercussioni profonde. Pensiamo, ad esempio, alle decisioni prese dai Governi sulla base della previsione di periodi di siccità estrema da qui a trent’anni. Si presume che prenderanno dei provvedimenti, investendo milioni di euro per attrezzarsi a far fronte alla carenza di acqua, creando nuove tecnologie per la desalinizzazione et similia.

Il clima, però, non è poi così prevedibile e potrebbe avere in serbo piogge torrenziali laddove ci si stava preparando ad affrontare periodi di aridità estrema. Ecco perché bisogna procedere con cautela, lontano da previsioni che danno per assodato cosa accadrà da qui a trenta, quarant’anni. La Terra ha dei meccanismi ancora parzialmente incompresi con cui affronta le torture che le infliggiamo. È viva, non se ne sta lì a subire passivamente. Questo non significa che dobbiamo inquinare e sprecare senza ritegno perché tanto ci pensa il Pianeta a rimettere tutto al suo posto. Significa, piuttosto, che bisogna tenerne conto nella ricerca sul clima.

Un esempio di come la Natura reagisce alla violenza dell’uomo lo abbiamo fatto qualche giorno fa, a proposito del pesce chirurgo che salva la barriera corallina dall’estinzione (in alcune aree, purtroppo non in tutte, ndr). Se l’acidificazione degli oceani e l’aumento delle temperature portano ad una proliferazione di macroalghe che minano gli equilibri dei coralli, l’ecosistema sarà pronto ad accogliere un maggior numero di pesci che si nutrono di quelle alghe.

cambiamenti climatici

Tornando alla ricerca sul clima, uno studio sui cambiamenti climatici a brevissimo termine, nell’arco di uno o due giorni, ha attirato la mia attenzione. Niente catastrofi previste da qui a vent’anni. Si parla di quanto già è avvenuto in questi anni: i passaggi più repentini da un clima secco a precipitazioni violente ed abbondanti nell’arco di 24-48 ore.

I ricercatori di Princeton hanno rilevato una maggiore variabilità delle condizioni meteo dal 1990 ad oggi in un terzo del Pianeta. In sostanza si passa da una giornata radiosa a precipitazioni copiose in un lasso di tempo decisamente più breve rispetto al passato. Una fluttuazione più repentina che ha sicuramente un impatto consistente sugli ecosistemi, sulla produzione di energia solare ed in generale su tutto quello che è legato alla stabilità delle condizioni climatiche e della radiazione solare.

Foto | Flickr; Princeton University

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13 commenti

Commenti dei lettori

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  • Barbalbero

    17 nov 2011 - 15:00 - #1
    1 punto
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    (negli Anni Novanta) “il 2010 veniva indicato come l’anno in cui saremmo finiti tutti sommersi dall’innalzamento dei livelli del mare, senza più ghiacciai, con intere isole scomparse. Oggi l’anno indicato per il cataclisma è il 2050″

    Ma lol! Alter Eco, sapresti mica citarmi qualche link a suffragio di questa tua affermazione? Link a studi scientifici, intendo. Perchè, sai com’è: dopo questa frase sono fortemente tentata di classificare il resto come spazzatura

  • Profilo di altereco

    altereco

    17 nov 2011 - 15:34 - #2
    -2 punti
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    spazzatura addirittura…il 2010 ed il 2050 sono date esempio… il concetto che cercavo di esprimere è che a volte le ricerche sul clima si spingono troppo avanti negli anni per essere ritenute attendibili… a questo proposito persino uno scienziato dell’IPCC è stato costretto ad ammettere che le previsioni fatte da qui al 2035 sullo scioglimento dei ghiacciai non erano credibili http://www.guardian.co.uk/environment/2010/jan/20/ipcc-himalayan-glaciers-mistake

  • Barbalbero

    17 nov 2011 - 15:40 - #3
    1 punto
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    Ah, ma quello riguarda solo i ghiacciai dell’Himalaya, l’Ipcc ha fatto l’errore di citare uno studio del Wwf invece che una pubblicazione scientifica peer review. E’ un particolare nel quadro: tu stai parlando del quadro, non del particolare.

    Ripeto: hai dei link a studi scientifici a supporto dei tragici errori nel quadro generale che tu postuli? Sennò, ripeto: ma lol!

  • Barbalbero

    17 nov 2011 - 15:42 - #4
    0 punti
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    (non sono stata chiara e mi scuso: il link citato da Alter Eco riguarda SOLO l’Himalaya, non lo scioglimento dei ghiacci artici e antartici, l’innalzamento del livello dei mari, le intere isole scomparse ecc)

  • Barbalbero

    17 nov 2011 - 15:51 - #5
    1 punto
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    E dimenticavo anche questo:
    “Davvero vogliamo combattere l’effetto serra come ormai si legge persino sulle etichette dello shampoo? Siamo proprio sicuri di voler vivere a -17° C?”

    Dovresti distinguere fra effetto serra INDOTTO DALLE ATTIVITA’ UMANE e non, altrimenti rischi di far sospettare che non ne capisca molto, e certo sarebbe un sospetto infondato

    Ma ri - lol!!!

  • Profilo di altereco

    altereco

    17 nov 2011 - 16:14 - #6
    0 punti
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    certo che lo so :) ma sulle etichette appunto si semplifica con effetto serra… non effetto serra indotto dall’uomo… dunque se chiedi in giro l’effetto serra è il cattivo sempre e comunque…

  • Barbalbero

    17 nov 2011 - 16:36 - #7
    0 punti
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    Stai dicendo che Ecoblog è un’etichetta dello shampoo. In effetti, non saprei trovare definizione migliore :)

  • Barbalbero

    17 nov 2011 - 16:38 - #8
    0 punti
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    (e comunque NON hai citato link a lavori scientifici in grado di giustificare il quadro che, secondo te, la scienza avrebbe tracciato)

  • Profilo di altereco

    altereco

    17 nov 2011 - 17:25 - #9
    1 punto
    Up Down

    in realtà l’ho fatto con previsioni riferite al 2032 e già smentite… per la cronaca la peer review non è un dettaglio da poco in ambito scientifico. Hai esordito dicendo che non avresti nemmeno letto il resto dell’articolo e dubito che tu lo abbia fatto, quindi ti sfugge il senso globale del post, non è una buona premessa per instaurare un dialogo pacato e non offensivo come mi piacerebbe fare, ci si può confrontare anche senza offendere.
    Il post non parla di “quadro tracciato dalla scienza”, perché la ricerca sul clima non traccia quadri, fa “previsioni” che in quanto previsioni non è detto che poi si verifichino sempre…più avanti nell’articolo, infatti, spiego che alcune isole sono effettivamente scomparse, con annesso link se vuoi controllare, e che gli eventi meteo estremi si sono verificati eccome, anche se non sempre nella portata prevista…il succo del discorso era che non è necessario ipotizzare scenari catastrofici come la scomparsa di interi ghiacciai in pochi anni per convincere l’opinione pubblica ad agire contro i cambiamenti climatici e ad adottare stili di vita sostenibili. Anche perché i cambiamenti a breve termine, come quelli rilevati dallo studio che cito dell’Università di Princeton, sono già evidenti e sufficienti nella loro drammaticità a stimolare all’azione.

  • Barbalbero

    17 nov 2011 - 17:34 - #10
    2 punti
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    Parliamo due lingue diverse. Oltretutto la scienza del clima traccia scenari (o quadri generali), e non fa previsioni: al massimo, le previsioni tu le vedi sul meteo

  • Profilo di bellaciao

    bellaciao

    18 nov 2011 - 05:30 - #11
    0 punti
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    Alterereco, ho votato +1 al commento 9… ma per sbaglio, era un -1. Barbalbero dice bene, i rapporti dell’IPCC tracciano scenari, non fanno previsioni. Sembrerebbe che tu non abbia molta familiarità con questi studi. Mi preoccupa anche che tu dica “il 2010 ed il 2050 sono date esempio”… Vuol dire che te le sei inventate? Non mi sembra molto corretto.

  • Profilo di bellaciao

    bellaciao

    18 nov 2011 - 05:51 - #12
    0 punti
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    “Se osserviamo le ricerche pubblicate negli anni Novanta, ad esempio, il 2010 veniva indicato come l’anno in cui saremmo finiti tutti sommersi dall’innalzamento dei livelli del mare, senza più ghiacciai, con intere isole scomparse.”

    Forse non è questo il caso, ma credo che diffondere notizie false, in Italia, sia un reato.

  • Piero Iannelli

    18 nov 2011 - 23:56 - #13
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    Questa IPCC sembrerebbe una riunione di ambientalisti o come leggo di “TRUFFATORI”?

    Schmidt, ex cancelliere del governo tedesco , in un discorso tenuto al Max-Planck-Gesellschaft ha definito alcuni scienziati dell’IPCC “truffatori”,…… aggiungendo che ritiene sia giunto il momento che una delle loro organizzazioni scientifiche analizzi al microscopio le attività del Panel con approccio critico e realistico e presenti i risultati in modo comprensibile all’opinione pubblica del suo paese.8/3/2011
    …Fonte:http://www.climatemonitor.it/?p=16316

    Peer Review à la carte, dopo il WWF la volta di Greenpeace
    .. scopriamo anche che tra le fonti non scientifiche impiegate per comporre il rapporto IPCC del 2007, figurano anche molti lavori di Greenpeace. .. insieme ad un’altra interessante notizia. Soltanto analizzando la lista dei contributors alla composizione di una singola sezione della parte del 4AR messa a punto dal Working Group III, si trovano nell’ordine tre impiegati di Greenpeace, due rappresentanti di Friends of the Earth, due responsabili di Climate Action Network e un singolo rappresentante rispettivamente per WWF
    Fonte: http://www.climatemonitor.it/?p=7144

    Come avete già visto il WWF compromette la credibilità dell’IPCC con la bufala della :
    ( foresta amazzonica)
    Fonte: http://www.criticamente.it/ambiente/18306-le-speranze-del-wwf-di-trovare-60-milioni-di-dollari-che-crescono-sugli-alberi

    E i ( ghiacci dell’Himalaya )
    .Fonte:http://www.il-cortile.it/index.php?option=com_content&view=article&id=476%3Ainvece-dellhimalaya-si-sta-sciogliendo-lidolatria-del-clima

    Greenpeace ora si occupa di energie rinnovabili ridicolizzando l’ IPCC ?

    QUESTA E’ LA VERITA’! ECCOLO QUA IL RAPPORTO delle follie-RINNOVABILI!
    Un nuovo Climategate: la credibilità dell’IPCC è definitivamente a pezzi
    Fonte: http://www.libertiamo.it/2011/06/20/un-nuovo-climategate-la-credibilita-dell%E2%80%99ipcc-e-definitivamente-a-pezzi/

    La verità è che dal 1995 la temperatura media è “INCHIODATA”!

    Gli aumenti delle temperature medie globali sono statisticamente “IRRILEVANTI”, dal 1995, così come afferma uno dei padri della climatica-bufala Phil Jones preso in castagna dal CLIMATEGATE. I DATI ERANO CONTRAFFATTI! Basta cercare “CLIMAGATE” per sincerarsene.
    “Il dottor Phil Jones (IPCC)ammette: Nessun riscaldamento Globale dal 1995..”
    A^I dati di vitale importanza per sostenere il ‘grafico della mazza da hockey’ sono andati PERSI !
    B^ Non c’è stato alcun riscaldamento globale a partire dal 1995
    C^ Periodi di riscaldamento globale sono già accaduti in passato – ma non a causa dell’uomo .
    http://www.dailymail.co.uk/news/article-1250872/Climategate-U-turn-Astonishment-scientist-centre-global-warming-email-row-admits-data-organised.html?ITO=1490

    30 Ottobre 2011Scientist Who Said Climate Sceptics Had Been Proved Wrong Accused Of Hiding Truth By Colleague..un membro di spicco della squadra Prof. Muller lo ha accusato di aver cercato di ingannare il pubblico, nascondendo il fatto che la ricerca BEST mostra il riscaldamento globale si è fermato.

    http://translate.google.it/translate?sl=en&tl=it&js=n&prev=_t&hl=it&ie=UTF-8&layout=2&eotf=1&u=http%3A%2F%2Fwww.thegwpf.org%2Fscience-news%2F4231-scientist-who-said-climate-sceptics-had-been-proved-wrong-accused-of-hiding-truth-by-colleague.html

    Qui in italiano: Temperature stabili e scienziati turbolenti
    http://www.climatemonitor.it/?p=20670#more-20670

    Con questa T-R-U-F-F-A climatica ci stanno trascinando al baratro economico e sociale?:
    RIDUZIONE EMISSIONI: NECESSARI 2900 MILIARDI DI EURO ENTRO IL 2020 PER RAGGIUNGERE I TARGET UE
    http://www.blogrisparmio.it/guide/riduzione-emissioni-necessari-2900-miliardi-di-euro-entro-il-2020-per-raggiungere-i-target-ue.html 27/05/2011

    Non ci resta che scapparcene in Cina dove giustamente questi eco-catastro-scienziati trovano posto nei vari Laogai?

    Cina quintuplica le emissioni di anidride carbonica in 15 anni
    http://gaianews.it/cultura-e-societa/cina-quintuplica-le-emissioni-di-anidride-carbonica-in-15-anni/id=13369

    Global warming? Per i cinesi è un falso problema
    http://www.thepostinternazionale.it/2011/10/il-riscaldamento-globale-per-i-cinesi-e-un-falso-problema/

    Io continuo a dire: NESSUN RISCALDAMENTO?

    E’ UNA TRUFFA?