Toghe Verdi, Stefania Divertito racconta i disastri ambientali in Italia

Stefania Divertito, toghe verdi Ho letto in un pomeriggio Toghe Verdi (ed. Ambiente euro 14), l'ultima fatica di Stefania Divertito (la bella signora nella foto). E il retrogusto che mi ha lasciato è amaro e poi anche dolce, per la speranza: potrebbe essere uno di quei libri a massima diffusione, una sorta di manuale dell'ambientalismo per capire come stiamo messi in questo Paese, rispetto ai disastri che subiamo.

Sì, esatto, subiamo inermi uno sconvolgimento del territorio, e dei nostri diritti, da parte di furbi e furbetti che sfruttano risorse naturali per far cassa. Valli sventrate, industrie malate di inquinamento, lavoratori e cittadini bersaglio di veleni di ogni sorta: questi gli intrecci che una magistratura paziente, laboriosa, carica di passione e onore per lo Stato che rappresenta, cerca di sbrogliare e di mettere a posto dando quella giustizia che manca.

Prendiamo la storia della TAV del Mugello, che Stefania racconta proprio all'inizio del suo libro (nel blog gli approfondimenti): una valle lasciata senz'acqua per far passare un treno che collega in mezz'ora Firenze a Bologna. Ossia 30 minuti in meno rispetto ai treni rapidi. E vale la pena bucare il ventre di Firenze per giungere mezz'ora prima? Mah! Di certo ne sono girati di milioni di euro.

Stefania racconta anche il percorso legale che si cela dietro quel papocchio della discarica romana di Malagrotta o Porto Tolle, Larderello, il maglificio di Praia a Mare o ancora la raffineria Saras. Storie del nostro Paese martorizzato nelle sue bellezze e nel suo paesaggio per fare posto, scioccamente, a un industria che promette lavoro ma che nella maggior parte dei casi porta veleni e malattie.

A difendere acqua, terre e suoli cittadini, ecoavvocati coraggiosi e magistrati testardi. Stefania li racconta con lucidità e passione. Leggetelo e ne parleremo.

Foto | Flickr

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