
Oltre a ripetere quanto già detto dalla Prestigiacomo dopo l’alluvione di Genova, ovvero insistere sul fattore prevenzione del rischio idrogeologico, il neo ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha spiegato che bisognerebbe iniziare a spostare le attività produttive dalle aree a rischio, così come sgombrare le case situate nelle zone più esposte a smottamenti e frane.
Un’operazione che porterà via molto tempo, ma necessaria alla luce delle precipitazioni sempre più intense degli ultimi tempi. A dire il vero, è da anni che le piogge fanno danni ingenti nel messinese ed in Calabria. Ad ogni modo, Clini ha detto anche che bisogna aggiornare al più presto la mappa di tollerabilità del territorio.
Occorre intervenire anche sui corsi d’acqua e iniziare a considerare la possibilità che zone esposte vengano svuotate da attività produttive e residenze: il prezzo che si paga traccheggiando è molto alto, dobbiamo quindi anche pensare che alcune attività consolidate debbano essere spostate da alcuni siti. I tempi di lavoro sono lunghi ma dobbiamo attrezzarci per l’emergenza e in questo, il lavoro della Protezione Civile è essenziale.
Clini ha sottolineato che paghiamo un prezzo molto alto per una visione troppo corta:
Sono state utilizzate zone che già venti o trenta anni fa, il buon senso avrebbe consigliato di non utilizzare. Le regole che prevedevano una certa intensità di pioggia e frequenza di eventi climatici estremi ora sono cambiate. Quaranta anni fa avevamo disegnato sistemi fognari sulla base di un certo regime di pioggia ora dobbiamo ripensarli perché il regime è cambiato. I modelli climatici messi a punto negli anni scorsi suggeriscono che questa tendenza sarà confermata. Meglio lavorare su questo piuttosto che sperare nella buona sorte.
Già! Sagge parole ma seguiranno provvedimenti concreti? Staremo a vedere.
ice
23 nov 2011 - 11:59 - #1uno dei disegni legge per fare cassa del governo uscente era il condono edilizio……
CI saranno mai poliici sufficientemente lungimiranti per andare oltre i temi sulla bocca dell’opinine pubblica OGGI?
ossia quando succede una catastrofe: parlare di sicurezza
passato 1 mese che on è piu argomenti di attualità a livello nnazionale: tornare sui condoni e sregolamentazione sotto le spinte dei milioni di imprneditori intrallazzoni
Zuzzo
23 nov 2011 - 12:30 - #2E sarebbe anche ora!
Via allo sgombero incondizionato da zone inabitabili e radere al suolo tutta la diarrea edilizia degli ultimi trent’anni (per non parlare della violenta scarica dell’ultimo decennio ma che grazie a Dio la Crisi c’ha messo un tappo).
Dopodichè riqualificare le aree dismesse trasformandole in parchi ed orti urbani o lasciare che la natura si riprenda i suoi spazi, ad esempio con alberi che rallentano il dissesto. Ammesso e non concesso che si possa rendere quelle zone nuovamente fertili in breve tempo e non nei millenni che richiederebbe il corso della natura.
Gli inquilini ci rimetteranno? Non è colpa loro (salvo i casi di abuso edilizio fai da te) quindi avranno il diritto di essere risarciti della perdita prendendo i soldi dalle tasche di tutti coloro che hanno avvallato la costruzione su terreni inadatti: geologi, geometri, amministrazioni comunali che hanno firmato il via libera etc.
Chi permette queste porcate deve pagare. L’ignoranza non deve essere una scusa ma anzi un’aggravante: mandare a vivere gente in posti potenziamente mortali.
Si vuole costruire? Oggi i più grandi architetti propongono di smettere di spostare i limiti delle zone urbane ed utilizzare vecchie aree cittadine per costruire/riqualificare etc.
Che si inizi a fare così.
Clini è pro inceneritore e nucleare, però questa sua presa di posizione sulla cementificazione mi piace.. adesso deve mettere in pratica le sue affermazioni, altrimenti è un altro dei tanti ominicchi che si sono avvicendati negli ultimi “governi” che a parole sono tanto bravi e competenti ma poi nei fatti..
Maveriks99
23 nov 2011 - 16:03 - #3Zuzzo fai sgomberare tua nonna cortesemente!! Il tuo semplicismo è infantile!
Zuzzo
23 nov 2011 - 18:45 - #4E cosa ci sarebbe di complesso, maverick, in edifici costruiti dove non si doveva?
Forse tutte le dietrologie, i tornaconti di chi ha concesso permessi.. perchè io tutta sta emergenza abitativa io non la vedo: la popolazione declina, ed anche col contributo di natalità degli immmigrati, ci saranno più case che inquilini per almeno vent’anni.. era necessario (è necessario tutt’oggi) costruire così a pioggia? Credo che la risposta la conosciamo.
Ripeto, questa diarrea edilizia non ha giovato a nessuno, paradossalmente nemmeno ai costruttori che adesso si trovano senza nuovi ordini ed una mole di invenduto da far spavento: dalle mie parti, come nel resto d’Italia, molti cantieri dei (tanti sorti come funghi) sono fermi da più di un anno.
Le città sono una selva di cartelli “vendesi” e questa gente continua imperterrita credere nel cemento come se dopo sessant’anni fossimo ancora impegnati nell’opera di ricostruzione post bellica.
A Brugnato, in Liguria, le zone che sono finite nell’ultima alluvione sotto due metri d’acqua erano le prescelte per ospitare un outlet con annesso posteggio da 2000 posti auto.
Ebbene, nonostante i morti ed i danni, i lavori di costruzione non sono affatto scongiurati ed i responsabili della regione fanno orecchie da mercante.
Coloro che permettono queste follie HANNO degli interessi sopra e per quel che mi riguarda se proseguono stoicamente nonostante le evidenze devono essere trattati alla stregua di criminali anche e soprattutto se poi ci scappa il morto.
Dimenticavo.. c’è anche il fatto che praticamente tutti i comuni italiani sono alla canna del gas e che per fare cassa sono costretti a vendere terreni per incassare gli oneri di urbanizzazione pur sapendo benissimo il rischio connesso alla costruzione di abitati.
Poi sul fatto che siano cacca (qualità, posizione, metrature) fatta pagare a peso d’oro credo non ci voglia una laura in architettura per capirlo.
PS: a proposito di semplicismo, mai sentito parlare del rasoio di Occam? :)
Dr Papè
25 nov 2011 - 09:54 - #5sgombero invece che condono? un rivoluzionario! finalmente qualcuno che pensa, infatti durerà poco..