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EEA, la hit delle 191 industrie che inquinano di più l'aria in Europa

Pubblicato: 30 nov 2011 da Marina

Commenti dei lettori

Brindisi centrale termoelettrica Federico II

Tra le 191 industrie pesanti che nel 2009 hanno inquinato maggiormente l’aria in Europa c’è la Centrale termoelettrica Federico II di Brindisi che si piazza al 18esimo posto dietro industrie tedesche, polacche e francesi. In quella stessa centrale ogni anno si tiene un mega concerto a porte aperte.

La classifica che comprende 622 industrie è stata redatta dall’ EEA, l’Agenzia Europea per l’ambiente, che accanto alla hit presenta anche il conto e nel suo dettagliato foglio Excel per ogni industria si trovano i costi ambientali in euro. In totale in Italia inquiniamo per oltre 22milioni di euro. Si tirano così le somme sia dei volumi di C02, azoto, PM10 emessi, sia le somme dei costi sanitari e ambientali dell’inquinamento: a essere più care le industrie che producono energia.

La Germania è in assoluto lo Stato membro che inquina di più, segue la Polonia, Regno Unito, Francia e Italia. L’inquinamento dell’aria da parte della grossa industria europea ha un costo stratosferico: tra i 102 e i 169 miliardi di euro solo nel 2009. AlterEco ne scriveva qui qualche giorno fa. I dati emergono dal Rapporto Revealing the costs of air pollution from industrial facilities in Europe.

Nel caso avessimo avuto qualche dubbio rispetto alle industrie più inquinanti nel nostro Paese ecco la classifica redatta dall’EEA:

  1. Centrale termoelettrica Federico II di Brindisi che si classifica al 18esimo;
  2. ILVA Spa, stabilimento di Taranto al 52esimo posto;
  3. Saras Raffinerie Sarde S.P.A. al 69esimo posto;
  4. Centrali Termoelettriche Di Taranto all’80esimo posto;
  5. Centrale Termoelettrica Di Fiume Santo all’87esimo posto;
  6. Impianto Termoelettrico Di Fusina al 108esimo posto;
  7. Vado Ligure al 118esimo posto;
  8. Centrale Termoelettrica di San Filippo del Mela al 128esimo posto;
  9. Esso italiana raffineria Augusta al 145esimo posto;
  10. Raffineria di Sannazzaro De’ Burgondi al 148esimo posto;
  11. Raffineria ISAB impianti Sud Priolo Gargallo al 174esimo posto;
  12. Enel Produzione SpA – Centrale Sulcis (Grazia Deledda) al 186esimo posto;
  13. Enel Produzione SpA - Centrale di Torrevaldaliga Nord al 187esimo posto;
  14. Raffineria di Milazzo S.C.p.A. al 188esimo posto;
  15. Enipower S.P.A. Stabilimento Di Ferrera Erbognone al 189esimo posto

Naturalmente ne seguono altre lungo la lista dei 622 nomi.

Foto | BrindisiReport

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3 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di filippo-riccio

    filippo-riccio

    30 nov 2011 - 13:19 - #1
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    Ovviamente l’inquinamento è più o meno proporzionale alla popolazione, con la Polonia che fa eccezione: probabilmente perché era un paese comunista e quindi, a differenza dei paesi liberi, se ne fregava altamente dell’ambiente.

  • Profilo di axe

    axe

    30 nov 2011 - 16:17 - #2
    0 punti
    Up Down

    casomai il n. di industrie è proporzionale alla popolazione non il livello di inquinamento delle stesse. Il fatto che su 100 ditte ce sne siano solo 5 italiane è un indice molto , e ripeto molto positivo. La germania parla tanto di energie alternative ma inquina molto + dell’italia.

  • Profilo di pippero2

    pippero2

    01 dic 2011 - 11:32 - #3
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    E’ interessante notare che 6/10 delle inquinanti siano termoelettriche.
    Come era la questione che chi votava contro il nucleare dovesse consumare MOLTO meno?
    il resto sono raffinerie.
    Quanti si lamentano e vanno a portare il paccobambino in auo a scuola?
    Quanti hanno usato il condi a casa o al lavoro?
    Quanti di qusti gruppi hanno IPOCRITAMENTE votato contro il nucleare?
    Risultato:
    ci attacchiamo alla canna del GAS.