Traffico illecito di rifiuti, in manette il vicepresidente del Pirellone

il vicepredidente della regione lombardia arrestato con l\'accusa di traffico illecito di rifiiuti e corruzione

Nella Milano dei leghisti duri e puri, dei cummenda tutti d'un pezzo accade che Franco Nicoli Cristiani (PdL), vicepresidente della Regione Lombardia finisca in manette con le accuse di traffico illecito di rifiuti e corruzione.

Le indagini sono state condotte dai carabinieri del comando provinciale di Brescia, dalla polizia e coordinate dai pm Silvia Bonardi e Carla Canaia, mentre le richieste di custodia cautelare sono state emesse dal Gip. Ebbene, grazie a una serie di intercettazioni telefoniche è emersa una presunta tangente da 100mila euro che sarebbe stata consegnata dall'imprenditore Pierluca Locatelli. Perché i soldi al politico Nicoli Cristiani? Per ammorbidirlo sui controlli nei cantieri della Bre-Be-Mi (Brescia, Bergamo, Milano) a Fara Olivana con Sola e a Cassano d'Adda ora sotto sequestro, dove sarebbero stati interrati abusivamente rifiuti illeciti. Non solo, ma la morbidezza sarebbe servita anche per le autorizzazioni facili della cava per amianto di Cappella Cantone nel Cremonese anch'essa sotto sequestro con l'impianto di Calcinate.

Le manette sono scattate per altre 9 persone tra cui anche per Giuseppe Rotondaro coordinatore degli staff dell'Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambiente) che avrebbe ricevuto una tangente da 10mila euro.

Via | Il Giornale, Eco di Bergamo
Foto | Verdi Lombardia

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