
Le manie di grandezza spesso hanno condotto molti cittadini americani ad indebitarsi al di sopra delle loro possibilità finanziarie, per inseguire il sogno di una casa con giardino e piscina, grande abbastanza per avere non una bensì due camere per gli ospiti, un locale hobby, uno lavanderia e se avanzava ancora spazio la stanza del cane, gigante anche questo.
Glenn Grass, quarantunenne originario del Colorado, ha creato l’antitesi della casa dei sogni americana: una microcasa di pochi metri quadrati, ricavata da un vecchio caravan pagato una miseria (circa 600 dollari) e da materiali di recupero.
Un’abitazione in miniatura dotata di pannello solare sul tetto e di servizi igienici compostabili. Costo 16 mila 500 dollari circa: un prezzo piccolo per una casa ancor più piccola.
Sarà il caso di iniziare a ridimensionare il nostro bisogno di lusso e spazio, per riprendere a sognare di avere una casa senza ritrovarci sull’orlo del fallimento?
Magari non proprio un’abitazione come questa, piccola fino all’estremo, ma grande quanto basta a contenere l’essenziale. Ci aiuterebbe anche ad evitare di accumulare oggetti inutili.
Via | New York Times; Tiny House Blog
Foto | Tiny House Blog
Mauriziosat,9
04 dic 2011 - 23:06 - #1infatti …a leggere i dati del costruttore si legge :
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LUNGHEZZA ..12 piedi =3,65 metri
LARGHEZZA …7 piedi = 2,13 metri
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TOTALE = 7,8 METRI QUADRATI ……………..non 25 ……..
altereco
04 dic 2011 - 23:38 - #2avevo sbagliato la conversione, grazie per avermelo fatto notare ma non era necessario alzare la voce.
Fuori_melone
05 dic 2011 - 10:27 - #3quoto maurizio; sbagliare gli ordini di grandezza significa non avere la minima idea di quello che si sta scrivendo; e succede con una frequenza disarmante, su qualsiasi argomento. Intelligenza al potere (senza alzare la voce).
Mauriziosat,9
06 dic 2011 - 12:19 - #4che squallore …..è passato il moderatore comunista è ha fatto i porci comodi suoi …..
Fuori_melone
06 dic 2011 - 14:21 - #5di che ti lamenti, maurizio? Quando ha sbagliato di DUE zeri, a me han cancellato il post! ah ah ah… e questi sono i nuovi ‘opinion maker’…