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Riciclo creativo porte, un palazzo dalle mille entrate

Pubblicato: 24 dic 2011 da AlterEco

Commenti dei lettori

porte riciclate

Torniamo a parlare di riciclo creativo delle porte. Lui è Choi Jeong-Hwa, artista sudcoreano, capace di stupire utilizzando oggetti di uso comune nei modi e nei luoghi più insoliti.

Le facciate di questo palazzo a dieci piani di Seoul, ad esempio, sono state ricoperte da mille porte riciclate. Come tanti pixel frantumano il nostro sguardo, perso nelle infinite possibilità offerte dal riciclo creativo e da un modo diverso di guardare il mondo, spalancando le porte che vogliamo e lasciandone altre ben chiuse.

Un palazzo di porte riciclate

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Via | Colossal
Foto | Choi Jeong-Hwa

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di nello1

    nello1

    24 dic 2011 - 14:10 - #1
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    Perché la redazione di Ecoblog banna tutti i miei post? Forse il messaggio che mando non e contemplato all’attività della vita del blog? Perché c’è la disinformazione quando poi tutti siamo liberi d’informare con presunti e analoghi messaggi che portano conoscenze d’alchimia, la ritrosa parola è concessa dalla costituzione e pertanto è dovere informare tutti con uguali mezzi o strumenti anche suscettibili.

  • P.S.

    24 dic 2011 - 18:07 - #2
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    Ma non è un palazzo?
    E’ un’opera d’arte!
    In alcune foto si vedono anche le impalcature in cui sono appoggiate!
    Non c’entra niente il riciclo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • Fuori_melone

    24 dic 2011 - 21:06 - #3
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    forse l’autrice di questo post non lo sa; ma le porte, in legno, tamburate, non resistono all’esterno nemmeno un inverno… altro che riciclo: questa è una discarica verticale non autorizzata.

  • Aaasdfrr4

    25 dic 2011 - 01:49 - #4
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    In effetti su questo blog la concezione di riciclo è piuttosto “ampia”, per usare un eufemismo.
    Questo articolo è tra i peggiori mai apparsi qui, anche se non raggiunge la bassezza del leggendario articolo sugli ascensori che producono energia di Marina…

  • Profilo di nello1

    nello1

    25 dic 2011 - 12:37 - #5
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    Spero almeno questo lo passate :-Natale 2011, vigilia di panico: mentre Londra si prepara all’eventualità di dover evacuare gli inglesi che lavorano in Spagna e Portogallo, temendo il caos per una possibile «implosione delle banche» con assalti ai bancomat, almeno due colossi bancari «di caratura mondiale» si stanno preparando al collasso dell’euro: hanno infatti contattato Swift, l’azienda belga che gestisce i sistemi per le transazioni finanziarie internazionali. Obiettivo: ottenere la tecnologia e i codici necessari per tornare ad effettuare transazioni in vecchie valute pre-euro, come la lira italiana, la dracma greca e l’escudo portoghese. La doppia notizia è rivelata dal “Wall Street Journal”: gli inglesi hanno già attivato i servizi segreti per una possibile fuga da Madrid e Lisbona, mentre due super-banche hanno «preso le misure» in vista dell’eclissi dell’euro.

    Un portavoce di Swift, aggiunge “La Stampa”, ha detto al quotidiano finanziario che l’azienda belga è pronta a fare «tutto quanto sarà necessario per garantire il regolare svolgimento delle transazioni», ma che «non è il caso fare commenti su questioni specificamente legate alla zona euro». Sempre secondo il “Wall Street Journal”, le banche stanno studiando tutti gli aspetti del possibile impatto che avrebbe l’uscita di uno o più paesi dalla zona euro. Ora sappiamo cosa c’era dietro l’allarme lanciato sul “Financial Times” da Lorenzo Bini Smaghi: la linea rigoristica di Mario Draghi porta dritto alla catastrofe e ormai i topi di preparano ad abbandonare la nave, scrive Paolo Barnard sul suo sito alla vigilia di Natale. L’agenzia Swift fornisce i codici per tornare a scambiare dracme e lire nei pagamenti? «Sanno che saltiamo in aria, si stanno preparando alla nostra uscita dall’euro, all’esplosione dell’Eurozona: adesso, oggi».

    I tassi sui titoli di Stato britannici a 10 anni, aggiunge Barnard, il 23 dicembre hanno toccato il minimo storico dal 1890: chi è al corrente della situazione «sa che l’euro salta» in almeno due paesi, Italia e Grecia, e quindi «si avventa sui titoli di Stato della Gran Bretagna». Motivo? Il Regno Unito «ha moneta sovrana», quindi chi compra titoli britannici «se ne frega dell’enorme debito pubblico inglese», pari al 149,1% del Pil. Moneta sovrana, ovvero: certezza di solvibilità. Per questo gli investitori mollano i titoli italiani per quelli britannici: per sua fortuna, «il governo inglese vede crollare i tassi che paga», mentre quelli italiani «schizzano alle stelle, per nostra rovina».

    Ancora: «Le grandi banche francesi sono già fallite, perché chi sa le cose, sa che la loro esposizione al debito italiano e greco è enorme, impossibile da saldare per Italia e Grecia con la moneta euro, e soprattutto impossibile da saldare perché noi saltiamo in aria». Le maggiori banche italiane, sostiene Barnard, «falliranno con le francesi, che si trascineranno le tedesche, le austriache e poi tutto il resto». Per salvare le banche, secondo l’autore del saggio “Il più grande crimine” occorrerebbe un “Quantitative Easing”, cioè un salvataggio fatto dalla Bce a forza di denaro pompato nelle riserve delle banche fallite, nell’ordine di dieci volte i miseri 489 miliardi di euro che Draghi ha finora messo a disposizione: «Non sarebbero soldi dei contribuenti, come erroneamente tutti strillano, ma semplicemente denaro inventato dal nulla dalla Bce».

    Questo chiedeva Bini Smaghi: che la banca centrale di Francoforte si decidesse a sostenere ben diversamente il sistema bancario, pena il tracollo dell’Eurozona. Ma salvare gli istituti di credito è «immorale», secondo Barnard, perché le banche «andrebbero nazionalizzate, e poi salvati i non-speculatori e le aziende». Peraltro, il salvataggio forzato delle banche sarebbe anche inutile, perché anche se le banche si ritrovassero con le riserve improvvisamente piene di soldi, non si rimetterebbero certo a prestare denaro a economie ormai impoverite dal “rigore” imposto dall’Unione Europea attraverso trattati-capestro e diktat della Bce. «Risultato: le banche ci fanno fallire sia che le si salvi, sia che non lo si faccia e le si lasci fallire».

    A fronte di tutto questo, finora Mario Draghi non ha fatto assolutamente nulla, limitandosi anzi a ribadire il suo “no” al salvataggio dei titoli di Stato dei paesi a rischio, come Italia e Grecia: «La scorsa settimana – scrive “Il Sole 24 Ore” – la Bce ha praticamente azzerato l’acquisto di titoli di Stato sul mercato secondario». Tradotto: il nocciolo del reattore nucleare chiamato euro sta fondendo: stiamo per saltare in aria? Sicuramente, dice Barnard: e se si tornerà alla lira senza un’economia sana, sarà «un macello sociale mai visto in sessant’anni». Al 99,9%, è quello che ci aspetta: lo sanno benissimo i servizi segreti inglesi e le mega-banche che chiedono alla Swift i nostri codici pre-euro. Piano-B, la nascita dell’euro a due velocità, con eventuale «kosovizzazione dell’Italia», o la Bce trasformata in bancomat e pronta a erogare migliaia di miliardi? Niente di risolutivo, ma solo un modo per prolungare l’agonia, secondo la “Modern Money Theory”: privi di sovranità monetaria, restiamo costretti a usare una moneta “privata”, da ottenere in prestito a caro prezzo. Senza una valuta sovrana, da poter impiegare in modo illimitato come il dollaro e la sterlina, gli Stati europei non avranno scampo.

  • Altremani

    29 dic 2011 - 17:16 - #6
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    Bella! ma di riciclo questa non ha proprio niente,
    d’accordo con Fuori_melone.
    Altremani www.altremani.org