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Lufthansa scarica sui passeggeri il costo delle emissioni ETS

Pubblicato: 03 gen 2012 da Marina

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Lufthansa aumenta i biglietti a causa del sistema di contenimento delle  emissioni di co2

La Lufthansa, la più grande compagnia aerea tedesca annuncia che per rientrare dei costi sul Sistema di Scambio delle Emissioni europeo ETS, delle emissioni di C02, pari a 130milioni di euro, aumenterà il costo dei biglietti allegandola alla fuel surcharge, in barba a tutti gli inviti della Commissione europea e al buon senso. Infatti il sistema è semplice: alle compagnie aeree sono assegnate gratuitamente un certo numero di quote pari a una quantità di emissioni. Se la compagnia aerea è virtuosa e adotta sistemi di risparmio può rivendere alle altre compagnie le quote risparmiate e guadagnarci su.

Qualche giorno fa vi annunciavo l’approvazione in seno alla Corte di Giustizia europea della direttiva sulle emissioni di CO2 prodotte dai voli commerciali.

In sostanza anche alle compagnie aeree che hanno voli in arrivo e partenza in aeroporti europei è richiesto di contribuire economicamente alla compensazione delle quote di emissione di CO2 con il sistema ETS, Sistema di scambio europeo.

Lufthansa però annuncia in suo comunicato stampa che:

Di fronte alla forte concorrenza, soprattutto di aziende di paesi terzi la cui produzione è soggetta a scambio delle emissioni solo un piccolo grado, Lufthansa dovrà passare l’onere attraverso i prezzi dei biglietti, come suggerito dalla UE.

Ma la Corte di Giustizia europea aveva messo in guardia i clienti delle compagnie aeree notando che non sempre gli aumenti del prezzo dei biglietti sarebbero giustificati, poiché:

Il costo concreto imposto all’operatore dipende, trattandosi di una misura fondata sul mercato, non già in modo diretto dal numero di quote che debbono essere restituite, bensì dal numero di quote inizialmente assegnate a tale operatore nonché dal prezzo delle stesse sul mercato qualora si renda necessaria l’acquisizione di quote supplementari per coprire le emissioni. Inoltre, è persino possibile che un operatore di aeromobili, pur avendo detenuto o consumato del carburante, non subisca alcun onere pecuniario derivante dalla sua partecipazione al suddetto sistema, o addirittura che egli realizzi un utile cedendo a titolo oneroso le proprie quote eccedentarie.

Via | L’Agenzia di Viaggi, Euractiv
Foto | Flickr

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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di itr83

    itr83

    03 gen 2012 - 17:50 - #1
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    è ovvio e scontato che se tassi un’ azienda questa ricarica la cosa sui clienti, non capisco lo stupore dell’ articolo.

  • _R0b3rt0_

    03 gen 2012 - 18:24 - #2
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    Io invece avrei fatto una pesante campagna informativa circa i biglietti cartacei. Quasi tutti infatti stampano pagine su pagine di inutile carta, quando basterebbe segnarsi (a dire tanto) il codice univoco riportato una volta confermato il volo (RYANAIR a parte)…

  • Profilo di m2millenium

    m2millenium

    04 gen 2012 - 10:43 - #3
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    beh… in teoria nn serve neppure il codice, visto k basta presentare la carta d’identità al check-in… (RYANAIR a parte)

  • Matteo2408

    04 gen 2012 - 11:21 - #4
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    # m2millenium

    verissimo, basta solo la carta d’identità. Anche se per sicurezza tenersi il codoce a portata di mano non è male.

    Ryanair penso giochi sul fatto che se tu non abbia il biglietto stampato ha una scusa per sborsarti parecchi euro!!!

  • Dr Papè

    05 gen 2012 - 11:00 - #5
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    ryan air cerca di ricavare euros da tutto.
    se alcune compagnie si rifanno sui clienti questo dovrebbe aumentare la concorrenza incentivando ancora di più le compagnie virtuose a risparmiare sulla CO2 per proporre prezzi migliori. ammesso che possano farlo. probabilmente si potrebbero utilizzare biocarburanti, ma non so se siano compatibili con un motore d’aereo