
Priscilla of Boston, famoso atelier di abiti da sposa americano, ha chiuso i battenti dopo 65 anni di attività. Incurante delle materie prime, dell’energia e delle risorse naturali necessarie alla creazione di modelli unici, ha preferito distruggere i suoi abiti da sposa, molti perfettamente integri, piuttosto che darli in beneficenza, aiutando spose in difficoltà economiche, o recuperare almeno la stoffa e gli ornamenti vari. Senza parole.
Via | Ecouterre
Foto | Fox 9 News
ice
09 gen 2012 - 16:55 - #1il clasismo matimonio abito bianco efesta in Chiesa è un inno all spreco
è un occaqsione per ostentare anche ciò che non si ha
fiori, cibo, arredi, stoffe , vestiti
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il matrimonio ecologico è quello fato dai soli sposi in comune, in 20 minuti, vestiti come tutti i giorni e senza anello (che non è affato necessario)
pippero2
09 gen 2012 - 19:19 - #2Io lo so che e’ carino che una sfi_gata qualsiasi possa andare a sposarsi con una creazione da 50.000$ ma se fossero dati via gratis sarebbero stati rivenduti a prezzo infimo (per il nome dell’atellier) squalificando i suoi designers.
Cosi’ invece i lavoratori possono continuare a fare un lavoro al top da altri stilisti top.
O altereco pensa che un riccone che spende a piene mani vuole un abito SIMILE al pincopallino qualsiasi?
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Oltretutto gli stokkisti, quelli che solitamente ritirano il magazino pagano pichi euro al Kg.
In alcuni casi (come in Italia) e’ piu’ remunerativo distruggerli che regalarli ad un ente benefico perche’ danno per scontato che come al solito gli enti benefici siano una copertura per fare dell’evasione fiscale e quindi si pagano le tasse sul regalo che fai.
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Per il resto ice dice il vero.
boh1
10 gen 2012 - 04:20 - #3@2 ..scusa tu quando compri un maglione o un jeans oltre alla marca sai pure chi l ha disegnato ???. Al limite si svaluta il marchio ma non il disegnatore che rimane sconosciuto e se lo fosse nel caso particolare degli abiti da sposa , l azienda avrebbe potuto inventarsi qualsiasi cosa per mantenerlo anonimo.
sono contento abbia chiuso
grafite660
10 gen 2012 - 12:16 - #4@ice. Se uno crede si vorrà sposare in chiesa, giusto ?
O adesso è anche antiecologico credere in Dio? Per il resto quello che proponi è ridicolo: se non hai capito il significato di un “rito” ti consiglio di leggerti cosa si dice al riguardo nel Piccolo Principe: i momenti di festa, con i loro rituali, balli, canti etc… ci vogliono! Cambiarsi d’abito serve a sottolineare la diversità di momenti ed ambienti, fra l’altro… Che tristezza vedere questo furore ideologico “verde”, fa male all’uomo e all’ambiente! Come tutte le ideologie non potrà che portare danni e disgrazie.
altereco
10 gen 2012 - 12:24 - #5@grafite660: sono d’accordo con te sull’importanza e sul valore dei riti… ma quando sono genuini. Vedo persone disoccupate che spendono 3 mila euro per un abito da sposa, mille euro per i fiori e 2 mila per il servizio fotografico (tutto gentilmente offerto dai genitori che spesso si indebitano per “fare bella figura” con la gente)… non so se ostentare una ricchezza che non si ha sia propriamente un valore.
pippero2
10 gen 2012 - 12:48 - #6“scusa tu quando compri un maglione o un jeans oltre alla marca sai pure chi l ha disegnato”
Tu compri ARMANI perche il disegno e lo stile e’ suo.
Poi quando le aziende divengono grosse come la sua ovviamente4 ha stuoli di aiutanti ma ti assicuro che il sciur Giorgio passa in rassegna TUTTO.
Se compro Dior voglio Galliano (che e’ un GENIO) http://en.wikipedia.org/wiki/John_Galliano evidentemente comprando Dior voglio quello.
Certo che se boh continua a comprare le scarpe di plastica stampata cinesi nike da 5 euro al prezzo di ottime scarpe con guardolino e cuciture a mano europee… Stai felice ma non parlare di cose che non consci.
In questi giorni ho comprato un paio di pantaloni beretta in tessuto duca di vimodrone allo stesso prezzo che nei negozi vicini si scannavano per MEZZO sacco della pattumiera (pile=pvc) marcato guess….
vai avanti cosi’.
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Ps anche in chiesa si puo’ fare uno sposalizio alla “ice”: due anelli in acciaio e vestiti normali.
jaulleixe
10 gen 2012 - 15:20 - #7Un risposta laica, ISTITUZIONALE, al contrasto all’ostentazione di sfarzo e “potenza” tra famiglie, e a una festa festa che spesso diventa di tutti meno che degli sposi (fatevi narrare la PESANTEZZA dell’organizzazione, della cerimonia, e dei postumi, ecc…) può essere l’UNIONE CIVILE (o il “matrimonio europeo” un domani, chissà) in abiti semplici, senza particolari formalità. Chi vuole bene alla coppia gioirà per loro comunque, anche senza l’obbligo di vestiti da meringa! Nessuna perdita di dignità per gli “uniti”, a parità di stimolo a lavorare continuamente per far funzionare l’unione in futuro, ecc… Forse tutte queste cose le può dare - da solo - uno stramaledetto costosissimo vestito??? Comunque non è vero che quei vestiti sono inutilizzabili (ammesso che siano stati soltanto sbombolettati come si vede in foto): ci sarà pure qualcuno interessato a delle nozze punk, con “White wedding” di Billy Idol di sottofondo… un pò dissacrante, forse, ma come si dice in questi casi, de gustibus…. :-D
ps: pollice su per il matrimonio “sobrio” in Chiesa, o, come scritto sopra, “alla ice”: sarebbe anzi molto interessante, dal punto di vista dell’innovazione culturale, che qualche coppia credente desse una tale prova di SPIRITUALITA’ valorizzando il rito strettamente religioso rispetto al mero contorno (che potrebbe forse addirittura bilanciare la situazione in negativo se, come avviene ora per aspiranti parvenue, vengono spesi gli ultimi risparmi in effimeri sfarzi che lasciano il tempo che trovano… e il portafoglio vuoto…. e lì altro che nozze: con i fichi secchi oggi non si fa nemmeno la vita di tutti i giorni!!!)