Luca Mercalli a RaiTre: "La crisi del consumismo secondo Aurelio Peccei"

Luca mercalli ricorda Aurelio PecceiLuca Mercalli ha presentato pochi minuti fa a Che Tempo che fa trasmissione televisiva condotta da Fabio Fazio su RaiTre, la teoria dei limiti raggiunti della crescita. Mercalli risponde così alle iniziative (a quanto pare inutili) del nostro governo e dei governi dei Paesi industrializzati per un rilancio dei consumi (ne scrivo qui).

Il meteorologo ha chiaramente spiegato che non ci sono più margini per il rinnovo economico del consumismo. Il motivo è semplice: le risorse naturali sono esaurite. Il bello è che del collasso del Pianeta in termini di risorse se ne era iniziato a parlare, anzi a studiare circa 40 anni fa. Fu proprio un italiano, Aurelio Peccei a divulgare in Italia, attraverso un ntervista fatta nel 1973 da un giovanissimo Piero Angela (Mercalli la manda in onda NdR), gli studi del MIT dove appunto, si metteva in evidenza come nel giro di poche generazioni si saerebbe giunti alla catastrofe planetaria. Peccei non era uno studioso ma un manager della Fiat, ossia un amministratore che conosceva molto bene e da "di dentro" i meccanismi del consumo.

Spiega Mercalli da Fazio:

Sembra che l'unica ricetta per uscire dall'attuale crisi economica sia aumentare i consumi. Ma la Terra non ha risorse infinite e queste cose erano state comprese da un italiano Aurelio Peccei che si chiese se l'umanità avesse potuto contare in un consumo infinito delle risorse.

Dice Peccei a Angela nell'intervista:

Il progresso è rapido torrenziale ma crea fenomeni indotti negativi. Il primo studio è stato fatto dal MIT ed è giunto alla conclusione che le curve di sviluppo smodato vanno al di la della sopportazione della Terra e si andrà incontro alle catastrofi.

Sottolinea Mercalli:

Parole pronunciate 40 anni fa e all'epoca dell'intervista c'erano 3 miliardi e mezzo di persone, oggi ne siamo 7. Se ognuno di noi non matura la consapevolezza ambientale non riusciremo a andare avanti. La competitività deve essere sostituita dalla cooperazione: o ci salviamo tutti o nessuno. Dobbiamo perseguire una politica della resilienza, ossia quella proprietà di un sistema di non collassare se sottoposto a uno stress. Se ci interrompono il flusso di petrolioe gas torniamo a un passato preistorico. Dobbiamo puntare alle vere necessità e soddisfare i bisogni e non i desideri.

Mario Monti che segue Mercalli propone un sistema ancorato al vecchio sistema consumistico.Ammette con Fazio che è una crisi di sistema. Dice Monti:

Abbiamo avuto un periodo durante gli anni 60-70-80 in cui l'economia di mercato veniva vista negativamente, c'erano molte nazionalizzazioni e i mercati venivano lasciati giocare poco. L'Italia in quegli anni ha commesso una grande quantità di errori. Poi è venuta una fase nel Mondo con una reazione di ecesso la cosìdetta fase in cui il mercato è stato visto come una divinità, la fase Regan-Thatcher e chi gestiva la finanza è stato talmente riverito anche dalla politica per cui non si è pensato a regole stringenti. Quella fase si è prolungata fino al 2007 anno in cui poi è iniziata la crisi economica. Il sistema bancario italiano è considerato il più stabile sullo scenario internazionale. La politica deve togliersi dalla genuflessione che aveva di fronte ai poteri economici e finanziari e poi deve in modo equilibrato, certamente come ha fatto salvare in qualche modo le banche se necessario ma deve contemporanteamente mettere su regole per evitare il replicarsi di simili disastri finanziari.

Sotto il video di un intervento di Mercalli su Peccei del 2008.


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