
Che la diffusione delle rinnovabili stia crescendo è un dato di fatto, dire però che le stesse rinnovabili rappresentino il futuro nel breve periodo è una considerazione che lascia aperto più di un interrogativo; questo avviene perché ad oggi persino in quegli Stati dove la programmazione a lungo termine non è certo uno spot si ha a che fare con problematiche non di poco conto in tal senso .
E’ il caso della Germania non certo il fanalino di coda fra gli Stati europei in quanto a lungimiranza nella sostenibilità ambientale, dove, secondo i dati di uno studio di ricerca della società di consulenza Ecofys, sono emersi gli attuali limiti della fonte eolica ovvero la forma di energia alternativa alle fossili più diffusa in Europa. Secondo questi numeri il problema dell’inadeguatezza della rete elettrica tedesca per la produzione di energia da eolico avrebbe infatti determinato la perdita di qualcosa come 150 GWh di energia, e questo soltanto per l’anno 2010. Nel 2009 si sarebbero verificati 285 episodi di disconnessione di impianti eolici dalla rete contro gli addirittura 1.085 del 2010.
La quantità di energia persa nel processo sarebbe quindi equivalente allo 0,4 % della potenza eolica esportata alla rete complessiva in Germania nel 2010: anche se ciò potrebbe sembrare abbastanza modesto, sottolinea il presidente della Ecofys, si tratta di un problema non di poco conto se si considera che alcuni parchi eolici avrebbero perso quasi un quarto della loro produzione annua. Insomma, non è certo un caso se problemi di simili portata avvengono nei due Paesi Europei (l’altro è la Spagna) dove la diffusione delle energie rinnovabili ha raggiunto livelli importanti.
Ciò che sembra certo è che se si continuerà a rimandare la sperimentazione su grande scala delle reti elettriche intelligenti capaci di supportare fonti aleatorie non programmabili quali il vento e il sole, probabilmente ancora per molti anni ragioneremo su piccoli numeri di energia pulita nei mix energetici degli Stati. Alla luce di simili dati è palese che è arrivata l’ora per l’UE di spingere sull’acceleratore anche in questa direzione, se davvero si vuol dare credibilità agli ambiziosi obiettivi proposti di crescita nella sostenibilità ambientale.
Via | E-gazzette.it
Foto | Flickr
Mauriziosat,9
11 gen 2012 - 01:48 - #1ora
se 150 GWh sono lo 0,4% del totale eolico prodotto ….
significa che il TOTALE è di 37′500 GWh annui
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cioè meno del 5,5% del totale nazionale
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NEL 2008 erano 40′574 …..QUINDI UN CALO DECISIVO …..ALTRO CHE BALLE
http://www.iea.org/stats/electricitydata.asp?COUNTRY_CODE=DE
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segnalo altresi che si continua allegramente a confondere POTENZA CON ENERGIA .
al rigo 14 si scrive :
“La quantità di energia persa nel processo sarebbe quindi equivalente allo 0,4 % della potenza eolica esportata alla rete complessiva in Germania nel 2010″
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SIGNORI …la potenza è una cosa …l’energia un’altra …..
Mauriziosat,9
11 gen 2012 - 01:50 - #2ed intanto in Sardegna c’è la prima vittima del NO AL NUCLEARE….
la ALCOA CHIUDE e vanno a casa 1500 dipendenti …senza considerare l’indotto .
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e si che lo avevano detto 3 anni fa ….L’ELETRICITà COSTA TROPPO …..IL DOPPIO CHE IN FRANCIA ….
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tassinarimauro
11 gen 2012 - 14:55 - #3Certo la rete va adeguata ma stiamo parlando di centrali eoliche non nucleari!!
Se una turbina viene tenuta ferma il 25% del tempo, vivrà il 25% in più.
SimoneMi
12 gen 2012 - 00:53 - #4un vantaggio dell’ italia e’ che possiede tantissimi bacini idrici e che quindi si possono usare le centrali di pompaggio per fare peak shaving della rete