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Guarire senza ferire, nuova campagna contro le fattorie della bile in Cina

Pubblicato: 11 gen 2012 da AlterEco

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fattorie della bile Cina

Fattorie della bile in Cina: per chi non è ancora a conoscenza di questo orrore, sono degli allevamenti intensivi di orsi tibetani a cui viene ficcato un catetere di metallo nella cistifellea per circa vent’anni (ammesso poi che resistano tanto a lungo). Un escamotage per ricavare bile, utilizzata nella medicina tradizionale cinese, dopo che è stato vietato di uccidere gli orsi al medesimo scopo, dal momento che rischiano l’estinzione.

Sicuramente le fattorie della bile sono eticamente discutibili ma non finisce qui. Secondo quanto afferma Jill Robinson, fondatrice di Animals Asia, l’estratto utilizzato per produrre medicinali sarebbe anche rischioso per la salute umana.

Perché lo ha spiegato Gao Yimin, docente della Capital Medical University, nel suo intervento a Pechino, nell’ambito della campagna Healing without harm:

Il modo in cui viene estratta la bile dagli orsi favorisce la proliferazione di batteri e lo sviluppo di infezioni, riducendo di fatto l’efficacia della bile. È una tecnica dannosa per la salute umana.

In Cina attualmente ci sono circa 96 fattorie della bile. Gli orsi segregati e sfruttati in condizioni igieniche ed alimentari a dir poco penose sono tra i 10 mila ed i 20 mila. La compagnia farmaceutica Kaibao di Shangai è la più attiva nell’impiego della bile, utilizzata perlopiù nella produzione di farmaci antipiretici (per abbassare la febbre, ndr) come il tanreqin, da somministrare ai bambini.

Dalla bile dell’orso si ricavano 241 farmaci. Viene impiegata da oltre 1.400 anni. Tuttavia è stata l’estrazione su scala industriale a far degenerare lo sfruttamento degli orsi. Oggi il 100% degli orsi che vive nelle fattorie della bile è colpito da infezioni o da altre malattie, a dispetto degli antibiotici con cui vengono imbottiti gli animali.

Chi vorrebbe essere curato dall’estratto di un animale gravemente malato? Pensate che un terzo degli orsi salvati dalle fattorie muore di cancro al fegato. Ciò significa, spiegano gli esperti, che le loro cellule sono cancerogene. Che effetto avranno sulla salute dei bambini?

L’obiettivo di questa nuova campagna di sensibilizzazione è di ammonire la popolazione sui rischi sanitari dei farmaci ricavati dalla bile, di modo che le compagnie farmaceutiche siano costrette a non utilizzarla per evitare il boicottaggio degli acquirenti. Dal momento che la sofferenza degli animali non fa abbastanza leva sulla popolazione, gli animalisti si chiedono se almeno conoscere la verità sui rischi per la salute non induca i cittadini a chiedere di chiudere le fattorie della bile.

D’altra parte, guarire senza ferire si può. Ecco perché la campagna fa appello agli stessi medici cinesi. Da circa trent’anni si studiano soluzioni alternative in Cina, con composti sintetici ma il Ministro della Salute non ne ha ancora approvato la commercializzazione. Il Governo non vuole accelerare i tempi, perché dovrebbe garantire programmi di ricollocazione dei lavoratori dell’industria della bile in altri settori e l’eutanasia o la creazione di rifugi per i 10 mila orsi attualmente sfruttati nelle fattorie.

Fattorie della bile

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Via | Animal Asia
Foto | Soggydan

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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • Dr Papè

    11 gen 2012 - 13:12 - #1
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    ma ’sta caspio di medicina cinese funziona? sicuramente sono ignorante in materia ma mi sa tanto di credenza popolare.
    e se funziona è davvero meglio di quella nostra?

  • Profilo di altereco

    altereco

    11 gen 2012 - 13:19 - #2
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    mai provato, comunque per quanto riguarda i farmaci ottenuti dalla bile credo proprio di sì, ma la stessa efficacia si può ottenere ricorrendo a principi sintetici… dunque è completamente inutile infliggere sofferenze agli animali e mettere a rischio la salute umana, questo dicono gli stessi medici cinesi, è il Governo ora che deve darsi una mossa.

  • Profilo di emme53

    emme53

    12 gen 2012 - 12:53 - #3
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    Perché dovrebbero essere soppressi i dieci o ventimila orsi in cattività? Se fossero stati liberi, non avrebbero vissuto tranquillamente? Potrebbero reimmetterli nel loro habitat e se non volessero intervenire per curare quelli malati, la natura ne opererebbe la, purtroppo drammatica, selezione.

  • Profilo di altereco

    altereco

    12 gen 2012 - 13:00 - #4
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    credo perché sono infetti, inoltre un terzo muore di tumore al fegato, non so se farli stare a contatto con orsi sani in natura potrebbe, geneticamente, compromettere anche la salute della popolazione che ad oggi vive allo stato brado… ci vorrebbero aree protette e il Governo non so se è disposto a spendere per curarli e reinserirli… ci sono delle associazioni animaliste che hanno recuperato molti orsi… nel caso si opti per chiudere le fattorie, credo avrebbero un grande ruolo nella fase successiva.

  • VINCIAMO NOI!!!

    23 gen 2012 - 20:07 - #5
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    BISOGNA ASSOLUTAMENTE FARE UNA MANIFESTAZIONE DAVANTI L’AMBASCIATA CINESE ITALIANA!!!!! DOBBIAMO ASSOLUTAMENTE FARE QUALCOSA NOI ITALIANI, PERCHè OGNUNO DI NOI DEVE COMBATTERE!!! COMBATTIAMO CONTRO QUESTO ORRORE!!! MANIFESTAZIONE MANIFESTAZIONE MANIFESTAZIONE!!!!!!!