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Un monumento a Schettino

Pubblicato: 21 gen 2012 da AlterEco

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nave crociera venezia

Un monumento a Schettino, no, non sul serio ma per quell’ironia della cattiva sorte, tutta italiana, che ci fa vedere i problemi giganti solo per gli errori dei nani. E così, a seguito del naufragio della Costa Concordia all’Isola del Giglio, il Ministero dell’Ambiente si è accorto che c’erano delle belle e luminose città galleggianti che sfioravano troppo da vicino Venezia, la città galleggiante.

Eppure cittadini e gruppi ambientalisti, con iniziative come Big ship you kill me, se ne lamentavano da tempo, con scarsi risultati. Le navi da crociera fanno scalo a Venezia dal 2000. Chi lo sa se non si può parlare di 11 anni di tragedie sfiorate, perché se alla storia del comandante fuori di testa, ubriaco, megalomane e cieco e chi più supposizioni ha più ne metta, ci crediamo tutti, di sicuro c’è già un’altra storia: la consuetudine di salutare le isole ed i tratti di costa di pregio avvicinandosi troppo era comune a molte navi. Accolta con favore da isolani e sindaci.

Le navi da crociera nel Bacino di San Marco sono andate via via crescendo in lunghezza ed altezza nel corso degli ultimi anni. Oscurano la maggior parte dei campanili veneziani dall’alto della loro stazza imponente, tolgono il respiro alla visuale, sono visibili da terrazzi e tetti. Nel 2000 il numero di passeggeri in transito a Venezia sulle navi da crociera ammontava a 500 mila. Nel 2011 si è sfiorata la soglia dei 2 milioni di viaggiatori.

A volte si possono scorgere fino a dieci grandi navi ormeggiate contemporaneamente nel porto di Venezia. Ad osservare la scena da lontano, sembra quasi che sia la città di Venezia ad essere ormeggiata ad una grande nave e non il contrario.

Anche se 150 metri (è quanto accaduto all’Isola del Giglio) potrebbero sembrare una distanza tutto sommato sicura, per queste grandi navi una distanza simile equivale a pochi millimetri. Pensare che navi delle dimensioni della Costa Concordia sono passate ad una distanza di 50 metri dal Palazzo Ducale per molti anni e più e più volte mette i brividi.

Non è soltanto il rischio di collisioni ed incidenti ad essere stato trascurato dalle nostre politiche ambientali. Queste navi utilizzano infatti carburanti come il bunker fuel che emettono degli inquinanti a dir poco tossici per i polmoni dei veneziani e corrosivi per i monumenti.

Il Bacino di San Marco è patrimonio dell’umanità. Engelbert Ruoss, responsabile della filiale UNESCO a Venezia, spiega che nei Paesi in via di sviluppo, paradossalmente, i nuovi siti nominati Patrimonio dell’Umanità vengono protetti con misure molto più restrittive di quelle applicate dalla Spagna e dall’Italia a protezione del loro patrimonio storico-culturale.

Ma porteranno poi dei vantaggi economici almeno queste grandi navi? Non ai veneziani che possono già contare su un flusso, quasi eccessivo, di 20 milioni di turisti all’anno. Inoltre, i passeggeri delle navi da crociera mangiano e dormono quasi sempre a bordo, dunque se si esclude qualche souvenir di qua e di là, lasciano l’economia che trovano. Non ne vale la pena. I veneziani lo sapevano bene. Ora è chiaro anche a Clini e a chi prima di lui poteva e non ha ascoltato le perplessità dei cittadini. Quando una nave affonda non sempre è solo colpa del comandante, ma se una città come Venezia viene trascurata e poco tutelata il dito contro il Ministero dell’Ambiente ed il Ministero dei Beni Culturali puntiamolo pure con una certa sicurezza e guardiamoli, come sempre, correre ai ripari, nani sulle spalle di nani.

Via | The Daily Beast
Foto | Flickr

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6 commenti

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  • Profilo di pippero2

    pippero2

    21 gen 2012 - 14:32 - #1
    1 punto
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    Un paio di volte mi è capitato di incrociare navi da crociera e di una in particolare mi ricordo perfettamente poiché eravamo in Grecia
    http://maps.google.it/maps?hl=it&ll=38.694856,20.72103&spn=0.054128,0.077162&t=v&vpsrc=6&z=14
    mentre noi stavamo andando a Steno dentro a quella specie di laguna che vedete a bordo di un 22 m con due alberi e quattro vele aperte arriva a bomba velocissima una nave crociera che ci taglia la strada.

    Normalmente una barca a vela ha la precedenza ma in genere contro colossi cosi’ che non sono in grado di manovrare nessuno sano di mente ci fa affidamento.

    Mentre guardavamo quel palazzo infilarsi in quell’imbuto passavano i minuti e la nostra rotta non cambiava per il semplice motivo che inizialmente andava troppo forte per poter arrivare lì vicino e secondariamente non pensavamo che ci potesse fisicamente stare nel posto dove stavamo navigando.

    A tutto questo si aggiunge che la zona è piena di scogli e creste semisommerse e le carte nautiche per qualche strana ragione danno la distanza tra le isole e la loro posizione un po’ diversamente da quello che in realtà tanto che io stesso stavo centrando in pieno un’isoletta vicino a scorpio perché mi stavo fidando troppo nelle carte ma per fortuna avevo a bordo una vecchia volpe della zona che mi ha gentilmente elargito uno scalpellotto nella nuca.

    Così ad un certo punto ci siamo ritrovati improvvisamente a razionalizzare che il villaggio vacanze semovente stava arrivando proprio verso di noi, anzi, sopra di noi.

    Per quanto non manovri assolutamente il villaggio vacanze è piuttosto veloce, peggio di un SUV, e ci costrinse ad una manovra repentina per salvarci.
    .
    da:
    http://www.allarovescia.blogspot.com/2012/01/costa-concordia.html

  • Andrea Scatolini

    22 gen 2012 - 00:54 - #2
    1 punto
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    Complimenti, gran bell’articolo, sobrio e deciso, vero e giusto. Bravi

  • Profilo di ciompo81

    ciompo81

    22 gen 2012 - 01:48 - #3
    1 punto
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    Senza contare il fatto che più di qualche studio universitario ha calcolato che insabbiare le vie d’acqua che usano queste navi in laguna aiuterebbe anche contro il problema dell’acqua alta

  • egnegne

    23 gen 2012 - 10:46 - #4
    1 punto
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    @#3 Esatto,insabbiare nel senso di rendere meno profonde le vie d’acqua lo facevano gia al tempo del collegio dei savi .

    I veneziani stanno protestando contro le crociere da quando sono arrivate, anche perché (non so se sia un bene o un male) oscurava il segnare TV dei residenti vicino al porto.

  • Argonik

    24 gen 2012 - 12:40 - #5
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    Beh però non è vero che i croceristi non dannno niente a Venezia, questa è una grandissima bugia. La maggioranza di essi dorme in città almeno 1-2 giorni prima di partire o al ritorno visitando la città, mangiando nei ristoranti, usando i taxi ecc… L’associazione degli albergatori ha già fatto delle stime delle migliaia di pernottamenti in meno che ci sarebbero senza di loro. Quindi ok per il discrorso salvaguardia e passaggio troppo vicino però non diciamo cose non vere per cortesia.

  • Profilo di altereco

    altereco

    24 gen 2012 - 12:51 - #6
    0 punti
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    sarà ma nel prezzo della crociera il cibo gratis strabordante a tutte le ore è incluso, quindi non credo proprio che siano in tanti a preferire i ristoranti sulla terraferma. Idem per gli alberghi. Gli albergatori avranno anche le loro stime delle perdite da fare come sempre ma io mi concentrerei su ben altre stime se fossi in loro, quelle che deriverebbero da un disastro ambientale come quello già palesemente in corso all’Isola del Giglio. Prima del 2000 Venezia faceva a meno delle navi da crociera e non era affatto più povera di ora, dunque non sarebbe questa grande perdita.