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Allevare insetti contro la fame nel mondo, la LAV non ci sta

Pubblicato: 29 gen 2012 da AlterEco

Commenti dei lettori

mangiare insetti

Allevare insetti contro la fame nel mondo, mangiare le specie invasive, aumentare la produttività dei terreni, sono alcune delle ipotesi, più o meno sensate, messe in campo da diversi studiosi per riuscire a sfamare, da qui al 2050, 9 miliardi di persone, oggi siamo a quota 7 miliardi.

La LAV ha qualcosa da ridire sull’allevamento degli insetti, finora in gran parte ignorati da noi occidentali che non li usiamo a scopi alimentari, non su larga scala almeno. La Lega Antivivisezione si mostra contrariata sugli studi che individuano lo sfruttamento degli insetti come possibile soluzione alla fame nel mondo, così come è contraria allo stanziamento di fondi deciso dall’Unione Europea a favore dei Paesi membri che esplorino le potenzialità degli insetti a scopo alimentare (tre milioni di euro a Paese).

Gli insetti vengono additati da più parti come la soluzione alla fame nel mondo perché occupano poco spazio e non producono la mole di gas serra degli allevamenti di animali di grandi dimensioni. Inoltre ce n’è ampia disponibilità in natura.

La LAV obietta:

“Allevare” miliardi di insetti ammassandoli in fabbriche animali di nuova generazione significa replicare ancora una volta il modello di sfruttamento animale che costringe un bovino, un pollo, un maiale ad una vita innaturale, rinchiuso in un capannone dove l’unica cosa che gli viene concessa è mangiare, perché deve ingrassare e rendere più “cibo” possibile.

LA FAO, prosegue la LAV, è ben consapevole che un modello alimentare basato sulla carne non può funzionare:

Se gli alimenti vegetali ottenuti dall’agricoltura fossero destinati direttamente al consumo umano, infatti, avremmo a disposizione 10 volte più cibo di quanto non riusciamo ad averne, perché per produrre un chilo di carne occorrono in media 10 chili di cereali e 3.000 litri di acqua. L’utilizzo delle risorse disponibili è quindi enorme. Ed è a questo che gli organismi mondiali, ma anche le Istituzioni europee, dovrebbero puntare: diminuire il consumo di carne, informando sui benefici che una scelta alimentare vegetariana può produrre sulla salute, dell’uomo e del Pianeta.

Via | LAV
Foto | Flickr

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Stens

    29 gen 2012 - 17:56 - #1
    2 punti
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    ma metti caso che ti scappano da un allevamento, un “megamiliardo” di cavallette…come le fermi?

  • Profilo di boh1

    boh1

    29 gen 2012 - 20:07 - #2
    1 punto
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    infatti il ragionamento è giusto e doveroso, solo che ovviamente tutte le mafie e lobby dietro questa porcata alimentare mondiale non ci stanno.
    In america ormai sono arrivati al punto di amputare uomini a causa delle malattie dovute ai cibi spazzatura ( ovvero stiamo parlando dei fast food, quindi prevalentemente cibi che contengono carne ).
    La carne rossa , specie quella bovina è il cancro ecologico ed alimentare del pianeta.
    Cibo con il più scarso rendimento in assoluto e con i danni peggiori per la salute umana.

  • Profilo di boh1

    boh1

    30 gen 2012 - 15:49 - #3
    0 punti
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    anzi quando ho detto 2 volta a settimana ho volutamente aumentato la dose, perchè ormai in tanti consigliano carne rossa max 2 o 3 volte al mese.

  • Profilo di hurricanepolimar

    hurricanepolimar

    30 gen 2012 - 17:17 - #4
    1 punto
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    In Africa e Asia non c’è il tabù culturale come in occidente sugli insetti come fonte di proteine..decisamente a basso costo, disponibili in grandi quatità…
    E’ he ci fanno schifo, un sentimento ben radicato :))))

  • eco1

    01 feb 2012 - 17:58 - #5
    0 punti
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    pensate che un gamberetto e una cavalletta siano tanto diversi? ;)

  • Alexcisky

    03 feb 2012 - 03:03 - #6
    0 punti
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    Ennesima dimostrazione che per un animalista la vita di un animale e’ piu’ importante di quella di un essere umano. In questo caso si scende nel ridicolo, la vita di un bambino africano e’ meno pregevole di quella di una cavalletta. Ridicoli.