Cile, venti balene spiaggiate: virus o marea rossa?

Sernapesca indaga sulle cause che hanno portato alla moria di massa

Sono oltre venti le balene lunghe circa 10 metri che sono state trovate morte a nord del Golfo di Penas, in Cile dal Servicio Nacional de Pesca. L’ufficio di Puerto Aysén ha avviato un’indagine per capire quali siano le cause dello spiaggiamento di massa.

I cetacei sono stati trovati da alcuni scienziati stranieri che stanno compiendo delle ricerche nella zona e hanno comunicato il ritrovamento alla Sernapesca. Il servizio nazionale ipotizza che le balene morte siano più delle venti finora ritrovate.

José Miguel Barros ha spiegato che verranno raccolte informazioni per capire che cosa abbia provocato questa moria di massa. Sernapesca collaborerà con la Brigata dei delitti contro l’ambiente. Nessuna di esse era ferita quindi sono state fatte due ipotesi: la marea rossa (ovverosia lo sviluppo di determinate microalghe fitoplanctoniche che causano la morte di organismi marini) oppure un virus.

La zona in cui sono state trovate le balene è un fiordo molto chiuso e verde, nel quale non esiste che una base militare nelle vicinanze. Un luogo molto isolato, situato a 1300 km a sud di Santiago, poco al di sopra della Terra del Fuoco.

Le balene spiaggiate non sono un evento eccezionale, ma secondo i residenti ciò che è davvero misterioso è il numero così altro di esemplari spiaggiati. Le balenottere boreali (balaenoptera borealis) trovate morte sulla costa cilena possono crescere fino a 16 metri di lunghezza e arrivare a un peso di 30 tonnellate.

South African National Sea Rescue Instit

Via | Clarin

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