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Dopo il picco del petrolio, il picco del legno

Pubblicato: 06 feb 2012 da AlterEco

Commenti dei lettori

deforestazione picco legno

Lo sfruttamento delle foreste tropicali, ai ritmi attuali, è insostenibile. Ad ipotizzare un picco del legno, seguito da un declino inarrestabile, è un recente studio condotto dall’Australian National University, pubblicato sulla rivista Biological Conservation.

Philip Shearman, una delle firme, spiega che nelle Filippine ed in Thailandia la produzione è già in calo. Anche lo sfruttamento forestale definito sostenibile di sostenibile a conti fatti ha ben poco. Gli autori hanno analizzato il caso delle Isole Salomone, emblematico di uno sfruttamento selvaggio delle foreste. Scrivono i ricercatori:

Il tempo necessario a una foresta tropicale per ripristinare biomassa, volume del legno e biodiversità è stato stimato in diversi modi, e varia da 45 a 500 anni, ma gli alberi più grandi possono avere età comprese tra qualche decennio e mille anni. Questo fa capire quanto i cicli applicati di solito di 30-35 anni siano insufficienti.

Nelle Isole Salomone, l’estrazione del legname si è verificata ad un tasso di gran lunga superiore alla capacità delle foreste di rigenerarsi e questo sta accadendo in numerose altre aree del Pianeta. Per concedere respiro alle foreste (e a noi di conseguenza), la pausa, secondo gli scienziati, dovrebbe arrivare a sfiorare perlomeno i cinquant’anni.

La richiesta sempre maggiore di legname porta invece i boscaioli ad inoltrarsi nelle foreste vergini per mantenere elevata la produzione. I ricercatori sottolineano che la deforestazione è responsabile di quasi il 20% delle emissioni annuali di gas serra rilasciate dalle attività umane.

Via | BBC
Foto | Flickr

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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • _medo

    06 feb 2012 - 13:06 - #1
    2 punti
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    Non solo il tempo necessario a ricreare una foresta è lungo, ma in caso di terreni particolarmente fragili (anche ai tropici ne esistono), una volta compromessa la struttura delle argille del suolo (per mancanza di vita vegetale e quindi di attività animale o fungina microbiologica) non si ricrea più una foresta ed al massimo si ottiene una savana o una steppa, che quasi sempre sfocia in un futuro desertico…

  • Corsi e ricorsi storici

    06 feb 2012 - 15:39 - #2
    0 punti
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  • ooooooooooooooo

    06 feb 2012 - 19:51 - #3
    0 punti
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    dovremmo coltivare le alghe in mare e farci una sorta di pellet da riscaldamento

  • Profilo di tassinarimauro

    tassinarimauro

    07 feb 2012 - 01:51 - #4
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    @ooooooooooooooo
    Prima occorre calcolarne l’EROEI:
    Coltivare alghe, essiccarle, stoccarle potrebbe costare + energia di quanta ne renderebbe.

  • Prestiti Enrica

    07 feb 2012 - 12:35 - #5
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    Concordo con l’autore dell’articolo e anche con _medo. Il problema diventa grave por il tempo che li mette la natura per sostituire gli elementi rimossi. Le foresta sono i pulmoni della terra, prima prendiamo per mano questa situazione con delle legge effettive e pesanti sanzioni, meglio sarà per tutti! Molto puntuale l’articolo, complementi.
    Saluti di Enrica prestiti