Antartide, dopo 20 anni i russi arrivano al Lago Vostok

lago di Vostok

Ci sono voluti 20 anni di ricerche per giungere al Lago di Vostok bacino subartico di acqua dolce sepolto sotto 4km di ghiaccio. La sua origine risalirebbe a 25milioni di anni fa e gli scienziati fremono per analizzare le sue acque, in cui sperano di trovare microrganismi sconosciuti. La scoperta è dei russi che hanno sempre sostenuto questo progetto e giunti prima rispetto agli altri team di ricerca di francesi, inglesi e americani.

Il lago fu individuato per caso la prima volta nel 1989 durante alcune operazioni di carotaggio per le ricerche sul paleoclima. Le operazioni furono poi interrotte l'anno successivo e riprese solo nel 1996 per arrestarsi nuovamente nel 1998 poiché la comunità internazionale temeva una possibile catastrofe ecologica a causa delle tecnologie di esplorazione adottate. I lavori sono ripresi nel 2006 grazie a nuove tecniche meno invasive.

Spiega Sergueï Lessenko dell' Istituto russo per la ricerca scientifica in Artico e Antartico:

Il completamento della scoperta consente di realizzare uno studio scientifico fondamentale sui cambiamenti climatici. isolato dalla superficie per centinaia di migliaia di anni, questo lago di acqua pura di 250 Km di lunghezza e 50 Km di larghezza potrebbe contenere forme di vista a oggi sconosciute.

Tra gli scienziati francesi e inglesi prevale piuttosto lo scetticismo (o il rosicamento a seconda dei punti di vista). Secondo Jean Jouzel, del CEA (Commissariat à l'énergie atomique), in effetti gli interessi per nuove scoperte sui cambiamenti climatici sarebbero quasi nulle:

Dire che scopriremo qualcosa rispetto al clima è falso. Noi abbiamo già informazioni in merito su carotaggi che partono dai 3300 metri e non possiamo avere perciò di più dal lago di Vostok. E' chiaro che è solo una questione di prestigio internazionale che supera l'interesse della comunità scientifica internazionale che punta a preservare l'integrità del lago.
Dello stesso parere anche il prof. Martin Siegert direttore della Scuola di Geoscienze dell'Università di Edimburgo poiché i russi penetrando nel lago potranno ottenere al massimo misurazioni di cui siamo già a conoscenza. in più le operazioni saranno altamente inquinanti poichè i russi userebbero kerosene per impedire che il foro di esplorazione si chiuda.

Via | Le Parisien
Foto | Earthsci

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