
Quanti gradi ci sono all’interno del reattore numero 2 della centrale di Fukushima Daiichi ? La questione non è per nulla secondaria perché i tentativi di mettere in sicurezza l’impianto di produzione energetica dopo il terremoto e il conseguente tsunami sembravano aver raggiunto un obiettivo, almeno stando alle dichiarazioni della Tepco. La società giapponese sostiene di essere riuscita, seppur con molte difficoltà, a mettere i reattori danneggiati nello stato di “arresto a freddo”, sotto i 100° C.
Qualche dubbio è sorto oggi dopo che la stessa Tepco (come potete vedere nell’immagine che mostra il grafico “incriminato”) ha sostenuto di aver misurato 82° C, una temperatura che considerando il margine d’errore riconosciuto in 20°, tanto elevato proprio perché non è possibile accedere alla struttura per via delle radiazioni, non permette di escludere la possibilità che i gradi all’interno del reattore 2 siano oltre la soglia dei 100° ad un passo dal nuovo innesco del reattore. L’azienda ha spiegato che nella stessa giornata altri due termometri posizionati nella parte inferiore del reattore avrebbero indicato un valore sui 35° C.
L’atteggiamento di Tepco è chiaro: cercare di attribuire ad un malfunzionamento la misurazione più allarmante. In un’apposita conferenza stampa il portavoce dell’azienda ha spiegato che se aumentando la quantità d’acqua immessa (siamo arrivati a 17,4 tonnellate all’ora) la temperatura non scende è, a loro dire, “più logico pensare che la misurazione sia errata“. Alle obiezioni dei giornalisti che cercavano di comprendere la logica di aumentare la quantità d’acqua di raffreddamento se si è convinti che il termometro menta il rappresentante di Tepco ha preferito non rispondere.
Non ci sono prove di una situazione di criticità in atto al punto da far immaginare un immediato innesco della fusione, ma ad ogni buon conto l’azienda ha riferito di essere pronta a continuare il monitoraggio con la massima trasparenza. Quello che rimane sul tavolo è il dubbio, sempre più fondato, che lo stato di “arresto a freddo” e della relativa sicurezza che può garantire non sia stato effettivamente raggiunto o che quanto meno non sia stabile.
gbettanini
12 feb 2012 - 23:11 - #1Innesco della fusione?
Mauriziosat,9
13 feb 2012 - 00:55 - #2signor Carnevali , autore dell’articolo ……se non sa di che parla ….stia zitto .
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in una decina di righe ne ha scritto di corbellerie , da rendere insopportabile la cosa.
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dopodiché : avete un’immagine del grafico dove si possano leggere LE SCALE USATE o dobbiamo fidarci della vostra incompetenza al riguardo ?
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senza menzionare il fatto che un grafico di temperature …DELL’ACQUA ?….O DEL METALLO ? ….NON SI SA ,,,,,
comunque un grafico di temperature , vista l’inerzia termica dei materiali …NON PUO’ VARIARE A QUEL MODO ….
una variazione simile …..indica tipicamente UN MALFUNZIONAMENTO DELLO STRUMENTO DI MISURA.
Fuori_melone
13 feb 2012 - 01:46 - #3Nestor, ci potrebbe cortesemente chiarire perchè a 100 gradi dovrebbe ‘innescarsi’ la fissione? Che un innalzamento della temperatura non sia un buon segno, su questo non ci piove, anche solo per il fatto che tornerebbe ad aumentare la pressione; che sia segno evidente che non si riesce ancora a raffreddare sufficientemente, può essere. Ma ci spieghi la sua ansia, cosi la possiamo condividere. Ps. guardi che in ogni caso, anche se la temperatura fosse stabilmente a 35 gradi, mantenuta tale dalle 17 tonnellate/ora di acqua di raffreddamento, la situazione non sarebbe migliore,sa? Non è che ci faremmo la sauna calda.
pippero2
13 feb 2012 - 13:50 - #4siano oltre la soglia dei 100°
difficile, visto che e’ ad acqua leggera oltre quella T si avrebbe anche un cambiamento di pressione: 100C in un punto vuol dire che ci puo’ essere dove si genera il calore un cambiamento di stato e quindi bolle che potrebbero essere monitorabili.
pippero2
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