Sentenza Processo Eternit: il 13 febbraio in diretta (anche sul web)


L'attesa è finita. Domani conosceremo finalmente la sentenza del Processo Eternit, il procedimento record istruito dalla Procura di Torino sulle vittime del materiale cancerogeno. Sono almeno 3000 i morti, fra gli operai e gli abitanti delle zone in cui sorgevano gli stabilimenti, che attendono di capire se i due principali azionisti della multinazionale possano essere ritenuti responsabili delle malattie. Per i due imputati il pm Raffaele Guariniello ha chiesto 20 anni di reclusione, si tratta dell'anziano barone belga Jean Louis Marie Ghislain de Cartier de Marchienne e dello svizzero Stephan Schmidheiny, contestando il reato di disastro ambientale.

Coinvolti non ci sono soltanto i territori di Casale Monferrato, comune piemontese divenuto il simbolo dello scandalo, ma anche quelli di Rubiera, Bagnoli e Cavagnolo in provincia di Torino. Le sedi degli impianti nei quali un numero impressionante di lavoratori si sono ammalati delle gravissime patologie connesse alla respirazione delle fibre di amianto presenti nell'Eternit. L'Afeva, l'associazione che riunisce i familiari delle vittime da amianto, continua da anni le sue denunce e attende soddisfazione dalla sentenza ricordando che "altre centinaia di vittime si sono aggiunte in questi ultimi anni. Le patologie da amianto che hanno colpito e ancora stanno colpendo le ex lavoratrici e lavoratori e le popolazioni sono mesotelioma (tumore maligno alla pleura o peritoneo), carcinoma polmonare e asbestosi”.

Fra le parti civili costituitesi nel procedimento non mancherà il Comune di Casale dopo il dietrofront di qualche giorno fa sulla questione del risarcimento. L'amministrazione locale aveva dato la sua disponibilità ad accettare un risarcimento da 18 milioni di euro promettendo di non avanzare altre pretese in sede giudiziaria, ma le feroci polemiche seguite alla notizia hanno indotto il Sindaco ad un ripensamento. Scopriremo soltanto fra poche ore se le ragioni pratiche (incassare subito la somma) erano più fondate di quelle morali che impongono di non scendere a patti con la multinazionale che ha causato tanti morti fra i cittadini e i lavoratori di Casale. Lo streaming live dal Palazzo di Giustizia partirà dalle ore 9 attraverso il sito istituzionale della Provincia di Torino a questo link.

Foto | © TM News

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