
Signori, il petrolio è finito, facciamocene una ragione. La notizia è vera e seria e viene pubblicata da Nature nonché ripresa in italiano da Le Scienze che vi cito testualmente:
A partire dal 2005, la produzione convenzionale di petrolio greggio non è cresciuta di pari passo con la crescita della domanda. Noi sosteniamo che il mercato del petrolio è passato a un nuovo e diverso stato, in una di quelle che in fisica si chiamano transizioni di fase: oggi la produzione è «anelastica», incapace cioè di seguire la crescita della domanda, e questo spinge i prezzi a oscillare in modo selvaggio. Le risorse degli altri combustibili fossili non sembrano in grado di colmare il buco.
Chiosa, giustamente Debora Billi su Petrolio:
Visto che si è finora dimostrato che gli “esperti” di cui si servono i governanti non leggono né i nostri umili blog, e neanche i più autorevoli documenti prodotti da fior di ricercatori ed Università, non rimane che sperare che diano una scorsa almeno a Nature o a Le Scienze. Altrimenti non si capisce proprio come possano continuare ad essere considerati “esperti” (o meglio… tecnici).
La mia di chiosa, invece è questa: proprio un paio di giorni fa ragionavo, dopo la lettura del libro di Danilo Bonato di come sia di fatto evidente, manifesto il collasso delle risorse; in termini planetari non ha granché senso continuare a estrarre ogni sorta di materia prima. Ebbene, la soluzione, probabilmente consisterebbe nell’approcciarsi all’ecologia e allo sviluppo sostenibile tenendo presente che sono le basi dell’economia e non i suoi prodotti. I segnali ci sono tutti, gli scienziati ci avvisano anche, cosa aspettiamo? Inermi l’implosione?
Foto | Flickr
proxima8
15 feb 2012 - 12:31 - #1Ma anche no… ne abbiamo ancora per 70 anni…. poi un bel giorno all’improvviso tra 70 anni passeremo da un consumo di 85 milioni di barili/giorno (dato non aggiornato) a 0 milioni di barili/giorno… logico, no? :-)
Mauriziosat,9
15 feb 2012 - 19:34 - #2certo ….continuiamo a confondere PERTOLIO ESTRATTO …..con ….RISERVE DI PETROLIO .
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SI ESTRAE QUELLO CHE SERVE …….
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è come dire che le auto stanno finendo perchè ne producono meno di 5 anni fa …..
non sta finendo …..se ne consuma meno ….punto .
proxima8
15 feb 2012 - 22:48 - #3HA HA HA ci sei cascato. Hai scritto l’ennesimo messaggio che dimostra che non sai quello che dici… troppo divertente ;)
tkmatt
16 feb 2012 - 00:38 - #4maurizio, con le percentuali di crescita asiatiche il petrolio sarà sempre piu prezioso e sempre piu costoso
1) siamo troppi sul pianeta considerando il consumo medio pro capite
quindi
o permettiamo al resto del mondo di portarsi al nostro livello di benessere (con nostre rinunce gravi)
oppure continuiamo ad affamare il resto del mondo rincorrendo questo assurdo modello basato sui consumi e non sulla sostenibilità e vedremo aumentare dappertutto la forbice tra chi ha e chi non ha, sia dentro casa nostra (italia, europa, occidente) sia in ottica macroeconomica
non si scappa, la favola del “tutti possiamo essere ricchi e stare bene” è una minxhiata,io penso che ormai lo abbiano capito anche i bambini delle elementari
gli unici che fanno finta di non capirlo sono i grandi potentati che sfruttano le risorse naturali e che foraggiano uno stile di vita basato sull’opulenza oppure il mondo degli armamenti o ancora quello della ricerca medica
in pratica cercano di dirci che non possiamo fare a meno di loro quando invece sono loro che non possono fare a meno dei nostri consumi
il risultato è che sul pianeta terra c’è e sempre piu ci sarà un 1% di popolazione che manipolerà il 99% della ricchezza
date le premesse non puo essere altrimenti
1conlemaniintasca
16 feb 2012 - 03:49 - #5a me quello che spaventa e che i cambiamenti sono dati da grandi rivoluzioni tecniche o da grandi rivoluzioni popolari, e visto che non si spende cosi’ tanto in tecnologie nuove che potrebbero cambiare le cose, ma solo nel migliorare quelle vecchie…