Quando il bio-fuel ruba le terre fertili ai contadini

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La lotta per la mobilità sostenibile, in Africa, combattuta a suon di monocolture e di jatropha (una delle piante più utilizzate per la produzione dell’olio combustibile) sta mietendo moltissime vittime: la biodiversità, in primis, e le comunità rurali… Ma il più minacciato, forse, è il modello agricolo di piccola scala o di sussistenza quello che, da solo, come sostenuto persino dalla FAO, potrebbe nutrire il mondo in modo ecologicamente responsabile.

Inutile ricordare, infatti, che l’agricoltura familiare è quella più amata dall’ambiente (basti pensare all’avifauna, spesso minacciata proprio dall’incalzare delle moncolture) e dalle persone perché consente una maggiore differenziazione biologica e una più ampia varietà di prodotti. Eppure è quasi sempre sacrificata anche laddove è la fame lo spettro maggiore di una popolazione.

Terra Nuova, in un suo recente comunicato, parla della situazione in Senegal. Qui il cambiamento climatico si fa già sentire e quest’anno il 60% del raccolto annuale di miglio e cereali sarà perduto a causa della scarsità di piogge durante la stagione umida. Ma le piantagioni di Jatropha non conoscono crisi. Non ancora almeno, se è vero che gli investimenti in questo senso continuano a crescere sulla base del programma nazionale per i biocarburanti lanciato dal governo senegalese nel 2007.

A Beude Dieng, a un centinaio di km da Dakar, il gruppo Vescovini ha deciso di mettersi in società con gli agricoltori e con gli abitanti dei villaggi “dividendo equamente i rischi ed i benefici derivanti dalla coltivazione della jatropha”. Il progetto, tuttavia, dopo 5 anni è fermo a causa dei danni inferti al sistema d’irrigazione da parte di alcuni roditori assetati. L’unico raccolto di semi di jatropha ha apportato alle casse della cooperativa agricola circa 380 euro, mentre la resa delle coltivazioni di sussistenza - dichiarano i membri delle comunità rurali - si è abbassata in modo preoccupante. Le terre, intanto, rimangono occupate dalle piantine per la produzione degli agro-carburanti che però, private di un cospicuo apporto d’acqua, non crescono come dovrebbero.

Dall’ambiente, ai piccoli produttori perdono proprio tutti…

Via | Comunicato stampa

Foto | Flickr

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  • nickname Commento numero 1 su Quando il bio-fuel ruba le terre fertili ai contadini

    Posted by:

    in africa la situazione è così delicata che non si può assolutamente prendere ad esempio per giustificare o colpevolizzare la produzione di biocarburanti. bisognerebbe analizzare meglio la situazione nel suo complesso. in italia, dove mandiamo al macero latte e arance per non avere le multe dalla ue lo scenario è un po' diverso. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 2 su Quando il bio-fuel ruba le terre fertili ai contadini

    Posted by: Mauriziosat,9

    MA GUARDA UN PO ……. agli ecologisti non piace piu' ……il loro caro carburante ecologico …. . MI SA DI GIà VISTO ….. agli ecologisti non piace piu' ……un sacco di cose . L'IDROGENO ? ….che fine ha fatto ?…..parva la panacea a tutti i mali . L'EOLICO ?…….non piace piu' …. IL FOTOVOLTAICO …..gli piace ancora ….ma solo sui tetti di casa loro ….. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 3 su Quando il bio-fuel ruba le terre fertili ai contadini

    Posted by:

    Secondo me la discussione qui non si centra sul fatto che i biocarburanti siano negativi o "fuori moda" (come non lo sono l'eolico il fotovoltaico etc) di per se... Ma sul modello economico disumano con cui si cerca di produrli a discapito dell'ambiente e delle popolazioni. Benvengano i biocarburanti se sono sostenibili in tutta la filiera (esempio producendoli da scarti o alghe, comunque senza forzare o alterare...)... Se invece si producono devastando e affamando come si fa per il petrolio... sono dannosi e inquinanti come quest'ultimo... E vanno denunciati questi abusi figli dell'avidità e della violenza... Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 4 su Quando il bio-fuel ruba le terre fertili ai contadini

    Posted by: danbart

    Possibile che nessuno controlli queste esagerazioni? Certo se la mentalità è bipolare come spesso danno a vedere soggetti tipo mauriziosat, capisco come mai nasce il prosciutto sull'occhi ispirato dal capitalismo sfrenato. Scritto il Date —

 

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