Auto elettriche: secondo il CIVES sono un buon affare. Sarà vero?

Veicolo elettricoAppena qualche settimana fa commentavamo i risultati di uno studio tedesco, secondo cui l'avvento delle auto elettriche ha effettivamente senso in termini di emissioni di gas serra soltanto se alla base di tutto c'è una pianificazione energetica basata sulle rinnovabili; in caso contrario si assisterebbe addirittura, recita lo studio, ad un aumento delle emissioni. A tal proposito vorrei segnalarvi le recenti dichiarazioni di Pietro Menga, presidente del CIVES, la Commissione Italiana Veicoli Elettrici, che sostiene un'altra verità; i veicoli elettrici, si evince dalle dichiarazioni di Menga, ridurrebbero infatti le emissioni in termini generali e non soltanto a livello locale.

Il Presidente della CIVES ritiene che siano gli stessi numeri a parlare: se infatti è vero (in Italia) che per produrre un kWh di energia elettrica si emettono circa 450 grammi di CO2 e se si considera che una normale auto elettrica consuma dalla rete 0,13-0,18 chilowattora al chilometro a seconda della sua taglia, si evince come le emissioni complessive di gas serra di un normale veicolo elettrico si possano posizionare con buona approssimazione fra i 60 e gli 80 grammi al chilometro ovvero a valori inferiori a quelli di un'auto tradizionale a combustione interna, stimabili fra il 30 ed il 40%.

Per rincarare la dose e rispondere a chi lo accusa di faziosità (visto il comitato che rappresenta) Menga aggiunge poi: nel considerare le emissioni di una normale auto a combustione interna si dovrebbero aggiungere, oltre a quelle specificate nel libretto di circolazione (litri consumati per chilometri percorsi), anche quelle emissioni indirette prodotte da estrazione, trasporto, raffinazione e distribuzione dei carburanti che assommano più o meno al 16-17% di quelle emesse localmente quando il combustibile è la benzina, al 18-19% per il gasolio e al 25-27% per il metano delle auto bi-fuel.

Il discorso non fa una piega ed i numeri si sa difficilmente possono essere contestati se non con delle valide prove, eppure alla luce di queste dichiarazione mi viene naturale non essere completamente d'accordo; mi chiedo infatti: siamo davvero sicuri che questi numeri continuerebbero ad essere validi se, per assurdo, il parco veicolare in pochi anni diventasse a prevalenza elettrico? Sarebbe ovvio come l'aumento del numero di veicoli elettrici circolanti in Italia presupporrebbe inevitabilmente la necessità di attrezzarsi di nuove centrali elettriche.

Vorrei pertanto chiedere a Menga: dove la si reperisce così tanta energia senza una rete elettrica adeguata (priva di smart grid) incapace di ospitare tante fonti aleatorie quali eolico e fotovoltaico e considerando che i salti d'acqua per fare nuove centrali idroelettriche non abbondano di certo nel nostro Paese? Le uniche risposte che mi vengono in mente sono quelle del far ricorso alle fonti tradizionali e all'importazione di energia dall'estero. Se così fosse, ovviamente, siamo ben lontani dall'affermare che le auto elettriche sono attualmente convenienti da un punto di vista ambientale.

Ma i miei, naturalmente, sono soltanto dubbi e non delle certezze; normali interrogativi di un sostenitore dei veicoli elettrici che vede il trasporto elettrico come una soluzione necessaria e da realizzarsi, allo stesso tempo però realista sul fatto che la cosa non potrà essere fatta né in tempi brevi né senza poter prescindere dall'introduzione di reti di trasporto elettriche efficienti ed intelligenti capaci di supportare una buona quota di rinnovabili.

Via | Larepubblica.it
Foto | Flickr

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