Come ti costruisco un multisala sotto una collina che frana

multisala zumpano frana

Cementificazione selvaggia. Non so se è giusto definirla così, ti immagini orde di muratori che con la forza invadono il territorio e tuo malgrado e malgrado le autorità preposte alla sicurezza, ti costruiscano le case, i centri commerciali, ti obblighino a comprarle, a farci shopping, a viverci.

E invece sarebbe giusto chiamarlo scempio autorizzato e condiviso. La puntata di Presa diretta della scorsa settimana ha fatto tappa a Zumpano, in provincia di Cosenza, per documentare l'ennesimo stupro del territorio: un multisala è stato costruito sotto una collina che frana, sotto gli occhi di tutti. Ma guai a gridare il re è nudo, perché i giornalisti che ancora fanno bene il loro lavoro, bloccano l'economia, fanno perdere il posto a gente che c'ha famiglia da sfamare e bla bla bla.

Quasi come se mettere in sesto una regione che frana da tutte le parti non potesse crearne ancora di più posti di lavoro. Lo scenario desolante immortalato da Domenico Iannacone, lo vedete nel video in calce al post, è tristemente identico a quello di molte altre aree d'Italia, divorate dal consumo di territorio. Un fiume, il Crati, con una sua memoria ed un suo corso storico, a cui viene tolto il respiro giorno dopo giorno, e le colline che continuano a scendere a valle non perché siano cattive, ma perché è quello che fanno naturalmente da secoli, oggi a ritmi ancora più rapidi proprio per il peso dell'uomo che preme come un macigno.

Tante villette sulla collina, prive di servizi fondamentali (telefono tanto per cominciare), un sogno nel deserto, a buon mercato, da 70 mila euro, sotto ci sono i centri commerciali in cui comprare merce francese mentre le nostre campagne muoiono, i fast-food e ora anche il multisala, a portata di auto, sempre che le strade non siano bloccate dalla neve (le case su quelle colline restano spesso isolate) o dall'ennesima frana.

Nessun allarmismo ingiustificato, la frana c'è già stata qualche mese fa in quell'area e ha sfracellato il tetto di un supermercato. Non è morto nessuno... perché non c'era nessuno a quell'ora. Il segretario generale dell'Autorità di bacino regionale ammette che quell'area è ancora a rischio, malgrado le pezze applicate qua e là. Ma ora la Calabria ha la sua Hollywood, poco importa se ad Hollywood pagherebbero per avere un briciolo del fascino dei centri storici che da noi crollano a pezzi. C'è da scommetterci che l'Oscar per lo sviluppo sostenibile non lo vincerà mai. In compenso il territorio qui è il miglior attore, non protagonista.

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