Reportage da Futaba città dell'area interdetta di Fukushima Daiichi

Janick Magne visita la citt�  di Futaba nell\'area interdetta di Fukushima Daiichi

Una breve premessa prima di raccontarvi del reportage ripreso da Pierre Fetet del blog Fukushima è necessaria. I francesi seguono, più di altri europei, la vicenda dell'incidente nucleare a Fukushima Daiichi in Giappone con ossessivo interesse per due motivi: il nocciolo degli antinuclearisti è molto forte; i politici hanno in Fukushima Daiichi il chiaro esempio di quel che potrebbe accadere a una delle 59 centrali nucleari presenti sul loro territorio. Il dibattito sull'abbandono del nucleare in Francia, nel mentre è in atto la campagna per le presidenziali, è accesissimo e i Verdi che sono spariti in Italia, hanno di contro la possibilità di veder eletto il loro primo presidente.

Per comprendere al meglio la tragedia vissuta dagli evacuati dalla zona interdetta di Fukushima, Janick Magne che vive in Giappone da 33 anni e candidata per gli EELV (i Verdi) per i francesi all'estero, ha visitato ieri Futaba, città fantasma a 1,5 Km dalla centrale di Fukushima Daiichi, in cui sembrerebbe in atto una fissione nel reattore nucleare nr.2. Magne ha lasciato una parte della sua testimonianza sia sulla pagina Fb sia sul suo blog. Spiega che il suo racconto è frutto della promessa fatta ai rifugiati di Futaba: diffondere al mondo intero lo stato in cui versano oggi i sopravvissuti a una catastrofe nucleare.

L'invito a Magne è giunto da una famiglia che ha abitato a Futaba fino al 12 marzo 2011, data dell'esplosione del reattore nr.1 e che l'ha invitata a fare un giro della città che a causa dell'intensa radioattività non ha potuto superare le 5 ore. Ovviamente il tour si è svolto nella massima sicurezza, incluse protezioni quali tuta e maschera e con il divieto di maneggiare oggetti che fossero entrati in contatto con il suolo a causa della forte radioattività: da 100 a 400 microsieverts/h (tasso normale a Tokyo: 0,08 microsieverts).

A Futaba sembra essere tutto in ordine, ma la contaminazione è talmente elevata che non è stato possibile per gli evacuati recuperare nessuno dei loro beni. Magne oltre le parole emotive e di pancia che raccontano le esperienze di miseria e povertà vissute dai suoi testimoni, l'obbligo di pagare il mutuo della casa sebbene sia invivibile o la perdita del bestiame e delle colture dice una sacrosanta e indiscutibile verità: le conseguenze di una catastrofe nucleare non possono essere paragonate in alcuna maniera a quelle di una catastrofe naturale.

Scrive Magne:

Non restano che rovine, case vuote e città fantasma e non c'è nulla da fare, niente da riparare: né le strade, né tetti, né muri, né cimiteri, né granai...Nessuno spazio è più accessibile agli uomini, per il loro lavoro, per i loro animali per i loro campi. E' come se l'uomo fosse stato di troppo. Qualcuno che si è ritrovato senza niente e che aveva la vita lavorativa che ruotava intorno alla centrale mi ha finalmente detto:

Si dovrà trovare un'altra forma di energia.

Foto | Janick Magne su Fb

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