A Parigi un macellaio incontra un vegan

A Parigi un macellaio incontra un vegan non è l'incipit di una storiella ma un vero incontro che si è tenuto lo scorso 16 febbraio alla biblioteca François Villon. I due mondi così lontani che si sono incontrati erano rappresentati da Yves-Marie Le Bourdonnec, macellaio famosissimo e autore del video-documentario Global Steak dove ha visitato allevamenti bovini sparsi nel mondo; di contro c'era Frabrice Nicolino, autore di molti saggi sull'ecologia tra cui Bidoche l'industrie de la viande menace le monde; ha moderato Olivier Postel-Vinay, direttore di Books. Al dibattito erano presenti almeno 200 vegan e ne rende conto su Promiseland il post di Barbara Primo che vi ha preso parte.

Dunque, stranamente il macellaio e l'ambientalista sono stati d'accordo su due punti: si consuma troppa carne; e gli allevamenti industriali sono dei lager:

Secondo il macellaio è utopistico pensare che il consumo di carne avrà una fine, quello che lui combatte e che bisogna eliminare è l’allevamento industriale; che gli animali devono essere nutriti con il cibo che è loro naturale, per esempio per allevare una mucca della razza Blanche d’Aquitaine ci vogliono quattro tonnellate di cereali, questo è innaturale, le mucche dovrebbero mangiare erba, venire allevate e poi abbattute per ricavarne la carne perché sono state create per questo. Un altro aspetto assurdo è quello delle sovvenzioni all’agricoltura dei cereali e agli allevamenti del bestiame, questi interventi economici non dovrebbero esistere se queste attività fossero sane perché riuscirebbero a sostenersi da sole.

I due esperti hanno spiegato perché oggi abbiamo in commercio animali da carne così grossi e grassi:

In questo contesto si è inserito il discorso dei danni ambientali che crea la coltivazione dei cereali per la nutrizione degli animali, anche il macellaio è d’accordo su questo e pone l’accento sul fatto che gli animali vengono allevati e nutriti in maniera innaturale, di questo ne da anche una spiegazione storica, a partire, circa un secolo fa, della selezione delle razze che fu fatta, in un primo momento fu favorito l’allevamento delle mucche da latte, con conseguente quasi sparizione delle mucche da carne. Le mucche da latte hanno un muscolo molto magro che poteva andare bene fino ad alcuni decenni fa quando la carne veniva consumata prevalentemente bollita. Con l’avvento della cottura alla griglia e della richiesta di una carne grassa (è il grasso che da la bontà alla carne… ne dubitavate?) gli allevatori si sono resi conto che nutrendo gli animali con i cereali riuscivano ad ottenere questo grasso in più necessario.

Purtroppo il dibattito è stato avaro sugli aspetti etici del non consumo di carne. Per qualcuno è stata l'ennesima occasione sprecata. Io penso che quantomeno è stato un passo avanti e che in Italia siamo ancora molto lontani da questo genere di confronti.

Via | Promiseland

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