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Inquinamento, il lato oscuro delle centrali a biomassa

Pubblicato: 21 feb 2012 da AlterEco

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biomassa

Ecomostri. Così definisce le centrali a biomasse Reteambienteparma, opponendosi alla costruzione di nuovi impianti, rei di contaminare la Food Valley, area di coltivazioni e di produzioni agroalimentari di pregio come il Parmigiano-reggiano Dop. Secondo quanto afferma Reteambienteparma, il digestato derivato dall’insilato di mais può contenere clostridi e sparso sul terreno contaminare il foraggio delle aree limitrofe alle centrali. Scrive Reteambienteparma:

Noi siamo contro tutte le centrali a biomasse che inceneriscono. Siamo contro quelle di grossa taglia come quelle che vogliono installare a Trecasali, a San Secondo e a Paradigna perché bruciare cippato di legna, sorgo erbaceo o scarti di macellazioni animali è gravemente inquinante e serve solo a speculatori per accaparrarsi gli incentivi prodotti dalla poca energia elettrica prodotta. Ma siamo contro anche alle piccole centrali a cippato che la Provincia vuole installare in montagna perché inquinanti, antieconomiche ed inutili per la gente e la loro economia disastrata.

L’inquinamento e la contaminazione da clostridi sono pericolose per gli allevamenti, dal momento che si tratta di batteri che hanno un’elevata persistenza ambientale. Reteambienteparma è d’accordo invece con gli impianti alimentati da deiezioni animali, a patto che siano di piccola taglia. Impediscono infatti che i nitrati dei liquami contaminino la falda acquifera.

Via | Reteambienteparma
Foto | Flickr

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5 commenti

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  • Profilo di mavvi

    mavvi

    21 feb 2012 - 10:08 - #1
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    Torniamo all’olio combustibile allora!

  • Fuori_melone

    21 feb 2012 - 13:29 - #2
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    Qualcuno avvisi gli ecologisti che i nitrati passano indenni nel processo di digestione e combustione, per cui, tanti ne hai prima, tanti ne restano dopo; se questo deve essere il criterio, son fuori strada.

  • paciscor

    21 feb 2012 - 15:58 - #3
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    Sull’incenerimento posso anche essere daccorodo. Sarebbe probabilmente meno dannoso fare la pirolisi dei rifiuti vegetali e bruciare il gasogeno così generato, che brucia meglio rilasciando molte meno polveri sottili. Inoltre in questo modo invece che cenere si ottiene come residuo carbonella di legna che è un ottimo emendante per i suoli e aumenta la resa agricola sequestrando CO2 al proprio interno (cercare “biochar” per info). Chiaramente se in questi impianti poi si brucia “la qualunque” dai rifuti animali alle traversine dei treni all’amianto… Ma in sè il processo, se correttamente implementato, è probabilmente meno inquinante di una turbogas e ha il vantaggio di usare risorse rinnovabili. Curioso essere contro questi impianti e poi magari bruciare gli sfalci in giardino…

  • acosimo

    21 feb 2012 - 17:01 - #4
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    siamo contro… come è bello essere contro e nel frattempo godere dei vantaggi degli inquinatori capitalistici che producono energia atomica e ce la vendono, petrolio/carbone/gas e ce lo vendono e lo si usa ma con la coscienza a posto: noi siamo contro…

  • enzo.n

    07 apr 2012 - 22:05 - #5
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    si fa una gran confusione sulle centrali a biomasse legnose, per quanto ne so uno mc. di cippato di legno vergine emette lo 06,5 % di anitrite carbonica e lo 05,00 % di azoto, mentre la legge prevede il massimo un kg a mc. che corrispondono 3,80 ql x mc. pertanto e meglio che vengano bruciate nelle centrali a biomasse anziche in aperta campagna .