Hamburger in provetta, per la LAV: "L'alternativa è la dieta vegan"

Hamburger in vitro? Meglio vegan!

Gira in queste ore la notizia dell'hamburger in provetta: il ricercatore Mark Post, della Maastricht University in Olanda ha annunciato che carne sintetica ricavata da staminali di mucca e sufficiente per una polpetta potrebbe essere pronta il prossimo ottobre. Noi di Ecoblog già nel 2007 eravamo a conoscenza degli studi olandesi e nel 2008 PETA lanciava la proposta di un premio da 1 milione di dollari a chi avesse inventato la carne in provetta entro il 2012.

Non sappiamo se PETA onorerà la sua promessa ma Post assicura che dal prossimo ottobre nella sua provetta ci sarà carne a sufficienza per un hamburger da far cucinare a uno chef 3 stelle Michelin ossia Heston Blumenthal. Diciamo che gli strali su questa ricerca si sono abbattuti da Coldiretti, (ma già nel 2007) e anche dalla LAV. Eh, già perché la ricerca viene veicolata come soluzione salva ambiente e Pianeta, panacea per i 7 miliardi di esseri umani che necessitano di carne. LAV però spiega che:

Negli ultimi 50 anni il consumo di carne nei paesi ricchi è aumentato in maniera esponenziale senza alcuna necessità (circa 87 kg il consumo pro-capite in Italia), alimentato da allevamenti ultra-intesivi dove gli animali sono soltanto prodotti da immettere sul mercato. Oltre alle sofferenze inflitte a miliardi di animali, gli allevamenti sono almeno in parte responsabili dell’attuale emergenza climatica a causa dell’impatto deleterio che l’attività zootecnica ha sull’ambiente. Molti autorevoli studi, inoltre, da anni hanno individuato una forte correlazione tra consumo di carne e alcune serie patologie, in particolare alcune forme di cancro.

La soluzione per evitare aberrazioni di questo genere? Qui, nel bacino del Mediterraneo seguire la nostra dieta. Spiega Paola Segurini responsabile LAV per il settore vegetarismo:

Basti pensare ai piatti a base di legumi, nutrienti e anche dal costo modesto non si tratta di rivoluzionare il nostro stile alimentare, ma più semplicemente di riscoprire anche le ricette dei nostri nonni ed essere davvero consapevoli di ciò che portiamo in tavola, scegliendo esclusivamente i prodotti migliori.

Via | Comunicato stampa
Foto | Flickr

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