Bonifiche mai realizzate per il G8: La Maddalena è ora più inquinata di prima

La MaddalenaSolita storia all'italiana e, guarda caso, sempre con la stessa dinamica di eventi: prima arrivano i finanziamenti per l'organizzazione di un grande appuntamento pubblico, poi un manipolo di pseudo-politici e fidi alleati si fionda sul malloppo per accaparrarsi qualche cospicua fetta di torta per poi, molto minuziosamente e con abile arte, gonfiare qualche fattura per nascondere la manfrina. Dico questo non per fare la solita critica di circostanza al nostro Paese, quanto per esprimere tutto lo sdegno per l'ennesimo episodio di cattiva gestione degli appalti che, come da copione, nascono sempre con i buoni intenti di miglioramento del bene comune e finiscono, con altrettanta regolarità, per trasformarsi nella sagra del furto e dell'ipocrisia.

Succede questa volta a La Maddalena, Comune della Sardegna fra i posti più incantevoli dell'isola per via del suo arcipelago (nonché sede di un ex grande arsenale militare) che, prima del dirottamento dell'evento a L'Aquila (per cause di forza "maggiore"), avrebbe dovuto ospitare il G8 del 2009. Proprio in occasione dell'evento la Protezione Civile, guidata allora da Guido Bertolaso, aveva affidato l'incarico di bonificare il tratto di mare dell'ex arsenale a delle ditte subappaltanti.

Proprio su quegli appalti, in considerazione di alcune anomalie emerse qualche tempo dopo la loro assegnazione, il sostituto procuratore di Tempio Pausania, Rossi, ha avviato degli accertamenti che lo hanno poi condotto ad aprire un'inchiesta. Quale lo scandalo? Quelle bonifiche non sarebbero mai state eseguite (o se eseguite sarebbero state condotte con moltissima approssimazione), tanto che ad oggi sembrerebbe che l'area da ripulire si sia addirittura ampliata: prima delle operazioni di pulitura, o presunte tali, erano infatti sette gli ettari di fondali da bonificare, ora invece sarebbero addirittura dodici.

Non un problema da poco, considerando che ad inondare l'ecosistema marino di La Maddalena sarebbero elementi quali piombo, mercurio ed idrocarburi; insomma non certo gli ultimi in quanto a pericolosità fra gli inquinanti. Nel frattempo lo stesso magistrato ha aperto una seconda inchiesta su altre bonifiche (questa volta a terra) che riguarderebbero sempre l'area dell'ex arsenale; a finire sotto osservazione i costi sostenuti dallo Stato per queste operazioni. Sulla questione seguiremo gli sviluppi.

Per il momento ciò che sembra avere certezza è la conferma ai nostri sospetti: quella promessa tanto osannata di un G8 ad impatto zero, alla luce di quanto sta ora emergendo, si sarebbe rivelata sicuramente un'intento disatteso.

Via | Larepubblica.it
Foto | Flickr

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