Fukushima un anno dopo: il reportage della Tv svizzera Romande

Georges Baumgartner è un giornalista svizzero che vive in Giappone da moltissimi anni e è corrispondente per diverse testate radiotelevisive tra cui la Tv svizzera Romande. Dunque, l'altro ieri è andato in onda su TSR lo speciale che vedete in alto: Fukushima un anno dopo, reportage in cui Baumgartner racconta un po' i retroscena dell'incidente nucleare (possiamo dire ancora in corso considerata l'attuale situazione al reattore nr.2 di Fukushima Daiichi).

Veniamo alle informazioni che emergono dal reportage e che fino a oggi non sono state fatte circolare:

A Fukushima Daiichi si sono alternati 18.000 lavoratori temporanei in un anno, ma non esiste una lista precisa dei lavoratori che sono entrati in contatto con la centrale.

Yukiteru Naka, uno degli ingegneri responsabili della costruzione della centrale nucleare dice:
L'incidente nucleare si sarebbe potuto evitare abbondantemente; decontaminare le zone marine è impossibile.

Baumgartner chiede:
Perché decontaminare il suolo nel momento in cui la centrale continua a rilasciare particelle radioattive nell'atmosfera?

Il nucleare è un buon mezzo per misurare il livello di maturità democratica in un paese. Un paese che si dota di un industria nucleare tende a divenire uno stato di polizia e non lascerà mai vedere cosa accade in una centrale.

A Koryama città di 300mila abitanti a 60 Km dalla centrale di Fukushima la radioattività misurata è la più elevata della zona.

Eisaku Sato ex governatore della Prefettura di Fukushima:
L'organismo di sorveglianza delle centrali nucleari resta sotto il METI, il ministero dell'industria, il promotore del nucleare. Il METI ha il potere di fermare le centrali e il sistema di collusione è intatto e più potente che mai. L'agenzia per la sicurezza nucleare ha una lunga tradizione di occultamento sugli incidenti nucleari. Ho potuto constatare da me queste dissimulazioni nel periodo in cui sono stato governatore. Dubito che questa agenzia possa garantire la sicurezza delle centrali.

Il reportage è stato realizzato grazie anche alle collaborazioni di Sébastien Faure, Jeff Cooke, Laurent Jespersen e Pierre Bader.

Via | Le blog de Fukushima

  • shares
  • Mail
4 commenti Aggiorna
Ordina: