L'Ilva risponde al sindaco di Taranto e Nichi Vendola tace

Fumi dall'Ilva di Taranto

Ieri vi rendevo conto della presa di posizione del sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno che con un ordinanza ha intimato all'Ilva di ridurre le emissioni entro 30 giorni e il documento è stato emesso il 25 febbraio. Nell'ordinanza però il sindaco non specifica i valoro della diminuzione degli agenti inquinanti e né che tempi avrà l'acciaieria per mettersi a norma. Comunque, pronta è arrivata la replica dell'Ilva attraverso le parole di Adolfo Buffo, rappresentante della direzione per qualità sicurezza e ambiente dell’Ilva di Taranto che in un comunicato stampa fatto circolare ieri attraverso le agenzia di stampa precisa:

È auspicabile che in questa fase rimanga ferma la volontà di dialogo tra le istituzioni e l’industria perché anche per noi, soprattutto per noi, raggiungere elevati livelli di ecocompatibilità degli impianti è un obiettivo irrinunciabile. Stiamo valutando con la dovuta attenzione i contenuti dell’ordinanza. La valutazione che stiamo svolgendo è sia sulla fattibilità degli interventi richiesti sia sulla loro legittimità. Per quanto riguarda la fattibilità abbiamo già detto la scorsa settimana di come siamo pronti a partire con il campionamento di lungo periodo. Aspettiamo che siano le Istituzioni preposte ad indicarci la tecnologia da utilizzare. Sul versante della riduzione delle polveri è un obiettivo su cui stiamo lavorando da anni e su cui continueremo ad impegnarci. Il gruppo Riva si aspettava questa ordinanza perché la pressione dell’opinione pubblica e dei media è molto elevata ed è normale che le Istituzioni si muovano tutelandosi, nonostante sia emerso il nostro pieno rispetto dei limiti di legge vigenti. Siamo peraltro perplessi su come le conclusioni della perizia (sulle emissioni dello stabilimento disposta dal gip di Taranto nell’ambito di un incidente probatorio, ndr) siano diventate prematuramente delle certezze, senza che ancora si sia attivato un contraddittorio tra le parti e senza valutare che nella perizia stessa permangono molti dubbi e incertezze.

Et voilà si è innescato l'italico gioco dello scarica barile: ci dite che dobbiamo diminuire le emissioni inquinanti, ma non ci dite di quanto. Quando ce lo direte ci penseremo su; il sindaco Stefàno dal canto suo forse teme i risvolti legali che potrebbe avere la maxiperizia che fornisce dati sull'inquinamento prodotto dall'acciaieria. Di mezzo una campagna pre-elettorale: ecco probabilmente l'idea da cui nasce l'ordinanza, che si rivela però un mezzo pasticcio.

Anche Nichi Vendola è in campagna pre-elettrorale e infatti la sua pagina su Fb è piena di dichiarazioni, proclami, interventi sui fatti di questo Paese. Omette però di dire cosa ne pensa dell'Ilva a Taranto, lui che si picca di aver prodotto la miglior legge possibile per tutelare l'ambiente e garantire il lavoro dei tarantini nella fabbrica considerata dall'EEA tra le 50 più inquinanti in Europa.

Via | Toghe Verdi
Foto | Fumi che fuoriescono dall'Ilva di Taranto immortalate dalla foto di Rosella Balestri del Comitato Donne per Taranto, su Fb

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