L'ebook del sindaco Pisapia sulla sicurezza in bicicletta non convice i ciclisti

la copertina dell'ebook di Pisapia sindaco di Milano per la sicurezza dei ciclisti Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia qualche giorno fa ha presentato l'e-book Consigli per la sicurezza di chi va in bicicletta (che dopo lunghe e tortuose ricerche in rete ho trovato qui). Il libricino è dedicato al piccolo Giacomo di 12 anni morto mentre era in sella alla sua bici perché per scansare la portiera di un auto in seconda fila aperta all'improvviso è stato investito da un tram.

Siamo nel pieno di una campagna per la sicurezza dei ciclisti nata dal tam tam dei blog dopo l'appello del The Times. Premesso che l'iniziativa è lodevole, ma da un sindaco per giunta di Milano ci si aspetta molto ma molto di più per tutelare i ciclisti alla sicurezza, di un semplice decalogo di regole.

Su Bicisnob trovate punto per punto le risposte adeguate alle proposte inadeguate e tipiche di chi probabilmente in bici non ci va mai. Ve ne segnalo alcune:

4) Guardarsi alle spalle. Usare uno specchietto retrovisore
Questo è molto utile come suggerimento, così posso vedere il modello e il colore della macchina che mi sta per travolgere.

5) Rispettare le norme
Quali? Quelle sulla sosta in doppia fila? Quelle sul parcheggio sulle strisce, agli incroci, sui marciapiede? Quelle sui limiti di velocità?

6) Essere prudenti
Essere prudente è quello che mi ha tenuto in vita fino a oggi. Spero che mi basti, ma sicuramente non è una garanzia.

7) Cercare il contatto visivo con i conducenti degli altri veicoli
Giusto, questo la faccio spesso. Capita, infatti, che a uno che mi stava per sbatacchiare per terra lo guardo negli occhi e gli dico quant’è stronzo.

Ok è esattamente nelle risposte di bicisnob he mi ci ritrovo in pieno. Ma a dimostrazione che non è necessario dire sempre no, raccolto il suggerimento del ciclista, aggiungo che se gli automobilisti la piantassero di sostare in doppia o tripla fila; se rispettassero il codice della strada senza fare cose strane; se la velocità in città fosse ridotta a 30 Km/h probabilmente non ci sarebbero morti per le strade. In questi primi mesi del 2012 i morti in bicicletta sono stati già 28; nel 2011 ne sono morti 16.

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