Mario Catania, ministro MIPAAF bacchetta Clini sugli OGM

Mario Catania ministro Politiche agricole

    E' appena uscito un comunicato ufficiale sul sito del ministero dell'Ambiente in cui il ministro Clini fa un passo indietro è afferma chiaramente la posizione no OGM dell'Italia pur chiedendo maggiore apertura verso la ricerca:

    Ferma restando la posizione italiana in merito al divieto dell'impiego degli OGM in agricoltura, credo che sarebbe insensato continuare a tenere il freno alla ricerca considerando in particolare che l'ingegneria genetica una infrastruttura comune per la ricerca in molti settori: dalla farmaceutica alla protezione di prodotti tipici dell'agricoltura, dall'energia al risanamento di siti contaminati con biotecnologie, dalla lotta alla desertificazione alla protezione dei suoli esposti al dissesto idrogeologico. Sarebbe opportuna una seria e documentata riflessione, anche tenendo conto della evoluzione della ricerca e degli investimenti in questo settore, a livello europeo e globale.

Chi è competente in materia di OGM in Italia? Il Ministro per l'agricoltura Mario Catania. Ma quando c'è da sperticarsi in favore delle colture geneticamente modificate ecco comparire sulla scena Corrado Clini ministro per l'Ambiente. Questa volta senza fraintendimenti lo dice papale papale in un intervista al Corriere in cui dichiara:

Senza l'ingegneria genetica oggi non avremmo alcuni fra i nostri prodotti più tipici. Il grano duro, il riso Carnaroli, il pomodoro San Marzano, il basilico ligure, la vite Nero D'Avola, la cipolla rossa di Tropea, il broccolo romanesco: sono stati ottenuti grazie agli incroci e con la mutagenesi sui semi.

Tocca però inevitabilmente a Mario Catania ministro per l'Agricoltura quale sia la posizione dell'Italia in merito alle colture OGM che spiega:

Sono valutazioni personali di Clini che non impegnano il governo. Non si può certo dire che abbiamo il San Marzano o altri prodotti perché abbiamo fatto manipolazioni genetiche. L'Italia resta contraria all'uso degli Ogm, ma è ora favorevole a un accordo Ue che consenta ad ogni stato membro di decidere in autonomia sulle colture geneticamente modificate, mentre i precedenti governi erano "restii" ad accettare la proposta della Commissione europea. Quella della Commissione europea non è una proposta che si per sé è pro-Ogm o incentivi le coltivazioni degli Ogm in Europa.

Ma perché è scoppiato il putiferio tra i due rappresentanti all'Ambiente e all'Agricoltura? La scorsa settimana come riporta Agronotizie i 27 si sono riuniti in Commissione europea per discutere la bozza sulla regolamentazione OGM predisposta dalla Danimarca che ha la presidenza semestrale. L'accordo non è stato raggiunto e la discussione è stata rinviata al prossimo giugno. Di fatto si propone la possibilità per gli Stati membri di decidere autonomamente e senza vincoli dall'Europa se sul loro territorio sia possibile autorizzare coltivazioni OGM. Insomma l'apertura è verso una sovranità nazionale. Tra gli stati che non vogliono OGM sul loro territorio ci sono anche: Francia, Spagna, Gran Bretagna, Germania, Belgio, Slovacchia e Irlanda.

Foto | TMNews

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