E’ di pochi minuti fa la notizia dell’avvistamento di trenta balene a circa 1.500 metri da Punta Grecale a Lampedusa. Si tratterebbe di esemplari di Balaenoptera physalus, uno dei più grandi al mondo, in grado di raggiungere i 26 metri di lunghezza, e certamente, il maggiore per dimensioni nel Mare Nostrum.
Il branco di splendidi cetacei si troverebbe in “visita” nelle acque Pelagie per fini, prevalentemente, alimentari. Ma non è tutto: secondo i biologi che seguono questi “meravigliosi viandanti”, questo tratto di mare sarebbe anche estremamente adatto come “nursery” per i più piccoli.
In sintesi, si tratta della conferma della meravigliosa varietà biologica delle nostre acque. La Balaenoptera physalus , presente soprattutto nel mar Ligure, è purtroppo inserita nella lista rossa della IUCN. Afferma Silvio Greco, presidente del Comitato scientifico di Slow Fish e responsabile area ambiente di Slow Food Italia:
La loro presenza e’ di per se’ rilevante - afferma Silvio Greco, - in quanto conferma la centralita’ dell’isola di Lampedusa e del Canale di Sicilia come importante area nursery e zona di alimentazione delle balenottere. Il passaggio dei mammiferi e’ una cartina di tornasole della valenza ambientale di questo tratto di mare.
Via | Sicilia way
Foto | Flickr

1 COMMENTOAGGIUNGI IL TUO
Guido Picchetti
E se è vero, come è vero, quanto afferma Silvio Greco, presidente del Comitato scientifico di Slow Fish e responsabile area ambiente di Slow Food Italia, che si aspetta a tutelare lo Stretto di Sicilia, già da tempo individuato come SPAMI ai sensi dalla Convenzione di Barcellona, vale a dire "Zona di Altomare di Speciale Protezione", anzichè lasciare che diventi un vero e proprio distretto minerario offshore, come sta già avvenendo da tempo nelle acque di competenza tunisina, e si tenta ripetutamente di fare anche in quelle italiane ?
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