La tigre di Putin, salvata o assassinata?

tigri putin

Quattro anni fa Putin si è mostrato al mondo intero nella veste di difensore delle tigri siberiane, immortalato nelle foreste della Russia orientale mentre era in missione per salvare la tigre dell'Amur. Dal nulla sbuca una tigre e lo attacca e lui la seda con un colpo di pistola caricata a tranquillanti, salvando la troupe e diventando un eroe. O almeno questa è la versione ufficiale dei fatti.

Gli ambientalisti ora lo accusano di aver messo in piedi una ridicola messinscena. Quella tigre, infatti, non era affatto una bestia feroce e selvaggia, bensì un esemplare prelevato dallo zoo della città di Khabarovsk e condotto per centinaia di chilometri nella riserva di Ussuri, proprio per mettere in piedi un finto attacco.

Accuse pesanti, tanto più che la povera tigre, di nome Serga, a detta degli animalisti, dopo essere stata ricondotta nello zoo non si è più ripresa per i forti sedativi ricevuti ed è morta. Già, perché come denuncia Masha Vorontsova della sezione russa dell'International Fund for Animal Welfare, da una dose di tranquillante i colpi sparati contro la tigre sono stati tre. Dosi massicce che l'hanno finita. Insomma, un esemplare di tigre siberiana, rara, rarissima, è morta per far credere al mondo che Putin salva le tigri. Assurdo, eh?

Il Russian Academy of Science's Institute for Ecology and Evolution, a capo del progetto di recupero delle tigri siberiane di cui Putin si era fatto paladino, si è rifiutato di commentare. Un silenzio assenso?

Via | Guardian
Foto | Navalny.livejournal.com

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