Ikea delocalizza dall'Asia e sceglie produzioni Made in Italy

Lars Petersson amministratore delegato Ikea Italia

Ikea ha deciso di delocalizzare una parte consistente delle produzioni in legno spostandole dall'Asia al Triveneto. Di fatto i nuovi mobili saranno prodotti a Km0. Già gli svedesi acquistano italiano per il 38% dal Veneto, per il 30% dal Friuli Venezia Giulia e per il 26% dalla Lombardia. La scelta perciò non sembrerebbe dettata solo da una necessità di sostegno all'immagine o per dirla proprio tutta di greenwashing. Probabilmente siamo più nel campo di una interessante visione del risparmio di risorse che si fonda su materie prime di qualità e elevate competenze disponibili in loco.

Di fatto nel 2011 l'Italia è stata il terzo fornitore dopo Cina e Polonia con l'8% di prodotti per lo più mobili in legno pari a 1 miliardo di euro di acquisti per il colosso svedese. Spiega questa virata economica in favore dell'Italia Lars Petersson amministratore delegato Ikea Italia:

Ikea è alla ricerca continua di possibili sviluppi degli acquisti in Italia che punta ad incrementare. Abbiamo individuato nuovi partner italiani che hanno preso il posto di fornitori asiatici, grazie alla loro competenza, al loro impegno e alla capacità di produrre articoli caratterizzati da una qualità migliore e a prezzi più bassi dei loro concorrenti asiatici.


L'annuncio è stato dato al Salone del Mobile di Milano ieri, anche se non è stato ben definito di quanto sarà incrementato il volume di acquisti dall'Italia. Ha detto un portavoce:
Non abbiamo ancora numeri in grado di quantificare lo spostamento di produzione perché i volumi in arrivo da questi nuovi fornitori italiani dipenderanno dalla domanda; ci vorrà un anno per avere delle cifre.

E infine molto interessante la valutazione che fornisce Petersson rispetto all'Art.18 e alla qualità del Made in Italy:

Per l'Ikea non è un problema l'articolo 18, ma è l'incertezza dei tempi della burocrazia e della politica. In Italia vogliamo investire di più. Stiamo molto attenti alle scelte logistico ambientali e abbiamo scelto il vostro Paese perché abbiamo un’ottima esperienza con i fornitori e la loro qualità. I fornitori italiani hanno dimostrato di essere molto flessibili sui cambiamenti dei prodotti. Certo che l’incertezza dei tempi della burocrazia e della politica rendono il mercato italiano meno appetibile.

Via | Avvenire, Il Piccolo
Foto | TMnews

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