Yuppy!
Leggo che la CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) ha firmato la petizione di Greenpeace per impedire che la Bayer (tedesca) ottenga dalla Commissione UE l’autorizzazione a importare in Europa riso geneticamente modificato.
Il riso in questione è quello chiamato LLRICE62, modificato per tollerare alcuni erbicidi come il Basta®, Rely®, Finale®, and Liberty® che indovinate un po’ da chi vengono prodotti? Dalla stessa Bayer, che vorrebbe venderci il pacchetto completo: riso tollerante + erbicida devastante.
Tra le caratteristiche di questo riso ogm c’è una certa tendenza ad ibridarsi con il riso rosso. Avevamo già esposto i risultati della contaminazione tra mais transgenico e mais “naturale”, speriamo di non dover parlare anche del riso.
» Info sul riso OGM dal database Agrobios
» Il no al riso ogm sul sito della CIA
Paolo
02 giu 2006 - 08:53 - #1Premetto che sono stato uno dei maggiori produttori di riso da seme in Italia se non addirittura il maggiore con ben più di 20 primi premi per la qualità del riso da seme prodotto conferiti dall’ENSE (Ente Nazionale Sementi Elette) e dall’ ENR (Ente Nazionale Risi), aggiungo poi che pur utilizzando prodotti chimici per il trattamento delle risaie, ho sempre avuto un occhio di riguardo per l’ambiente utilizzando prodotti a basso impatto in quanto in contemporanea alla coltivazione del riso praticavo l’allevamento di pesce in risaia.
Condivido pienamente la non accettazione di prodotti OGM per tutta una serie di considerazioni che non sto qui ad elencare, prima fra tutti comunque quella che riguarda la “truffa ideologica” secondo cui vi sarebbe la necessità di produrre di più per sanare la fame nel mondo, ma se ogni anno per garantire un certo livello di prezzi a livello mondiale vengono ammassate e distrutte migliaia di tonnellate di prodotti agroalimentari, che senso ha tutto questo? Non dimentichiamo nemmeno però il fatto che molti Paesi rifiutano gli aiuti per motivi religiosi e di “orgoglio” e li rimandano indietro condannando a morte molti loro cittadini (la storia purtroppo riporta anche questi deleteri esempi).
Per quanto riguarda il “riso rosso”, questa non è una varietà, ma una mutazione genetica naturale del riso, è, come dire in ambito umano, l’elemento diverso, il mongoloide della situazione, non si ibrida quindi con il riso normale, al massimo riporterebbe più elementi con queste caratteristiche, ma dobbiamo pensare che il “riso rosso” ha alcune deleterie caratteristiche, a livello commerciale è un difetto grave e quindi porta alla declassificazione del prodotto ed alla sua invendibilità (a parte quei “polli” a cui viene venduto a cifre altissime come specialità alimentare da parte dei soliti commerciani senza troppi scrupoli che lo spacciano anche per “biologico”), a livello produttivo ha la caratteristica di giungere prima di quello volutamente prodotto a maturazione e quindi cadendo sul terreno prima risulta praticamente impossibile eradicarlo, si moltiplica nel terreno almeno 120 volte di più ogni anno, se consideriamo che in genere ogni seme genera una pianta che da vita ad una spiga di 120/140 semi l’anno successivo.
Il mio lavoro è sempre stato quello, nelle generazioni che precedono la vendita all’agricoltore comune di togliere manualmente (alla faccia della transgenica e della ricerca biotecnologica) questo (e non solo questo) tipo di “mutazione” da centinaia di ettari di produzione per garantire un prodotto finale al consumatore di qualità.
Ora mi chiedo, perchè oggi ci ritroviamo, quando 15 anni fa non lo eravamo, pieni di infestanti, anche non autoctone nel terreno al punto di doverci rivolgere alle Aziende che ci forniscano un prodotto che resiste ai suoi erbicidi, ma che uccide ogni altra cosa? Da dove viene questa proliferazione oltre all’aumento delle temperature medie del globo ed alla nostra “tropicalizzazione”?
Infine, ma non per ultimo, perchè dovremmo produrre varietà non autoctone a discapito anche della nostra cultura e tradizione culinaria?
Mi scuso se sono stato sintetico, ma l’argomento sarebbe talmente vasto che più di un blog dovrei scrivere un libro…
Un cordiale saluto a tutti.
Lumachina
02 giu 2006 - 14:21 - #2Paolo, grazie mille per il tuo contributo professionale alla discussione!
Ho un paio di domande a proposito del riso “rosso” per te. La prima e’: il riso rosso ha solo il colore come difetto, o e’ anche organoletticamente o in altri modi piu’ scadente?
La seconda e’: se e’ vero che si ibrida con il transgenico e se e’ vero che e’ quasi impossibile eliminarlo dai campi… questo mi porta a pensare che coltivando in campi vicini riso normale e riso gm l’anno seguente e quelli a venire una parte del riso potrebbe essere rosso e gm, ma facilmente distinguibile dal riso bianco. Mi sbaglio?
Andrea
02 giu 2006 - 17:00 - #3il solo fatto che si parli di una cosa del genere è semplicemente assurdo e la cosa peggiore è che se ne continua a parlare, se non sbaglio questa notizia l’avevo già sentita circa un anno fa.
Sandro
02 giu 2006 - 20:04 - #4Salve a tutti,
Putroppo anche se i prodotti OGM non vi piacciono prima o poi arriveranno anche da noi, e’ solo quistione di tempo.
Il motivo per cui a noi Europei non piacciono e’ solo perche’ i primi a produrli sono stati gli US, se invece fossimo stati noi i primi adesso questo tipo di prodotti sarebbe gia’ sicuramente sulle tavole Europee.
Putroppo la nostra reputazione all’estero e’ che facciamo tutto pensando a come sembriamo agli occhie degli altri e non a come ci sentiamo.
Distinti Saluti a voi tutti