Cambiamenti climatici, quel gusto sempre più amaro del caffè

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Non è la prima volta che leggiamo e trattiamo delle conseguenze dei cambiamenti climatici su alimenti e bevande diffuse in tutto il mondo. Caffè, cioccolato fanno parte della nostra alimentazione e del nostro quotidiano. Il caffè ha in Italia anche una funzione sociale, aggregativa. Ma il suo gusto, a causa del riscaldamento globale che incide sulle colture, potrebbe diventare sempre più amaro per via dell’aumento dei prezzi dovuto alla minore produttività ed a causa della scarsa qualità dei raccolti, imputabile all’impoverimento di nutrienti nei suoli, alle malattie diffuse dai parassiti che proliferano grazie alle temperature sempre più alte, alla scarsità idrica. A rischio c’è ben il 75% della produzione di caffè.

Non tutti lo sanno ma è questa la percentuale in mano ai piccoli produttori di tutto il mondo. Produttori che non hanno i mezzi per tutelarsi dalle grandi sfide dei cambiamenti climatici: siccità, eventi meteorologici sempre più estremi. Eppure, come denuncia Cafédirect, compagnia britannica di bevande 100% Fairtrade, in un recente rapporto, sono proprio i piccoli produttori a fornire il caffè più pregiato. Un’alta qualità che ora è fortemente minacciata.

Uno dei modi per uscirne, e non a caso il 2012 è l’anno internazionale dedicato alla cooperazione, è unire le forze, raccogliendo i piccoli produttori nella sfida comune dei cambiamenti climatici. Lo ha fatto nel Nord del Perù la Cepicafé (Central Piurana de Cafetaleros) che raccoglie 90 piccole cooperative ed oltre 6.600 produttori. Gli abitanti di Choco, un villaggio a 3mila metri di altitudine sulla Sierra Piura, vivono in mezzo alle nuvole. Ma la loro testa ed il loro sostentamento è ben radicato alla terra, a rischio dopo che la deforestazione selvaggia attuata per procurarsi calore ed energia ha impoverito i boschi da cui dipendevano. Lo sfruttamento eccessivo delle risorse forestali di Choco ha compromesso anche il futuro delle piantagioni di caffè più a valle, nella regione di Chancaque, a 1.100 metri di altitudine. Il destino di queste due realtà è strettamente connesso.

Il Perù è una delle tre nazioni più colpite al mondo dai cambiamenti climatici. Anche la più piccola variazione di temperatura influisce sulle piantagioni e sulla resa dei raccolti. A rischio c’è la pregiata miscela arabica. Per un piccolo agricoltore un calo, anche minimo, della produttività, può significare povertà e miseria per un anno intero. A preoccupare maggiormente è l’aumento delle piogge, passate dagli 800 millimetri all’anno ai 4 mila: un incremento del 500%, che lava via letteralmente i nutrienti dal suolo, portando ad una riduzione della produttività anno dopo anno. La foresta di Choco, posta in alto rispetto alle piantagioni, fino a qualche anno fa proteggeva gli agricoltori a valle dagli effetti della pioggia eccessiva, trattenendo il surplus di acqua e garantendo fertilità ai terreni. Ma la deforestazione selvaggia ha interrotto questo già fragile equilibrio.

sierra piura piantagioni caffè

Nel 2006 Cafédirect ha avviato, insieme alla Cepicafé e ad altre tre associazioni di produttori, un programma triennale di adattamento ai cambiamenti climatici: per la prima volta si è capito che i danni alle piantagioni a valle derivavano dalla cattiva gestione delle foreste di Choco. Così, per salvare il caffè, si è proceduto alla riforestazione della Sierra Piura. Gli abitanti di Choco sono stati ricompensati per gli alberi piantati con il sistema dei carbon credits: un credito per ogni tonnellata di CO2 catturata grazie alla plantumazione di nuovi alberi. Una sinergia tra produttori a valle e abitanti del villaggio montano che ha garantito benefici e sostentamento ad entrambi. Riforestare Choco ha garantito non solo protezione dall’acqua piovana che lava via i nutrienti del terreno, ma anche acqua per le piantagioni nei periodi di siccità: le radici degli alberi trattengono l’umidità a lungo.

progetto riforestazione sierra piura

Cafédirect spiega che come i membri della Cepicafé, nel mondo ci sono migliaia di altri piccoli produttori da tutelare. Non basta più mitigare i cambiamenti climatici, attenuandone l’impatto e tamponando i danni: bisogna adattarsi al clima che cambia con strategie efficaci come quella attuata a Sierra Piura. Noi consumatori, dal canto nostro, dobbiamo premiare con acquisti consapevoli lo sforzo di chi cerca di mantenere alta la qualità, malgrado i pochi mezzi a disposizione. Lo sforzo di chi, avulso dalle grandi politiche che faticano a trovare soluzioni concrete per uno sviluppo sostenibile, ha iniziato da tempo a pagare un caro prezzo per i cambiamenti climatici e sta cercando di rispondere con azioni davvero incisive.

Piantagioni caffè Perù Piantagioni caffè Perù Piantagioni caffè Perù Piantagioni caffè Perù

Foto courtesy of Cafédirect

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