Trento, operaio ucciso dall’amianto: si va al processo

A sei anni dalla morte, il caso di Paolino Toninandel arriva finalmente in aula

An Israeli worker wearing protective gea

Non solo i processi alle aziende come Eternit, Rai e Olivetti, le rivendicazioni per le morti da amianto si diffondono a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale, con centinaia di cause individuali.

A Trento ci sarà un processo per la morte di Paolino Tonidandel, ex operaio che si era occupato della manutenzione dell’ospedalino di Fai della Paganella. L’uomo è morto per mesotelioma pleurico a 67 anni e le gli avvocati Andrea de Bertolini e Simona D’Arpino che difendono le istanze della sua famiglia sostengono che il tumore che lo ha portato al decesso sia stato provocato dalle fibre di amianto che l’uomo ha respirato nei lavori di manutenzione del tetto in Eternit dell’ex ospedalino.

Davanti al giudice Forlenza finirà uno degli ex presidenti della struttura, Fernando Cioffi. Paolino Tonidandel aveva lavorato all’ex ospedalino degli Angeli come muratore fra il 1976 e il 1992, in particolar modo sul tetto isolato con l’utilizzo di amianto. Dopo essere andato in pensione nel 1996, nel 2009 Tonidandel è morto.

L’iter per arrivare al processo è stato lunghissimo: gli indagati erano inizialmente sei, ma uno è deceduto durante l’inchiesta e il rinvio a giudizio è stato chiesto solamente per l’ex presidente della struttura.

A stimolare l’inchiesta – aperta dal pm Alessia Silvi – è stata la famiglia di Toninandel. Alcuni degli imputati erano stati prosciolti perché rimasti in carica per un breve periodo e perché all’epoca dei fatti la conoscenza dei pericoli dell’amianto era limitata. Dopo il ricorso di Bertolini e D’Arpino, la Cassazione ha deciso per il riesame del caso e sei anni dopo la morte dell’operaio il suo caso arriva finalmente in aula.

Via | Trentino Corriere Alpi

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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