Corallo rosso toscano salvo, stop alla raccolta per un anno e nuove regole dal 2014

corallo rosso Corallium Rubrum

Il corallo rosso (Corallium Rubrum) della Toscana è salvo o almeno avrà tregua per un anno, fino al 31 dicembre del 2013. La giunta regionale ha infatti messo a punto un nuovo regolamento per la raccolta del corallo rosso che attende solo il via libera del Consiglio regionale e la pubblicazione sul Burt per diventare effettivo. Il provvedimento prevede la sospensione della raccolta del corallo rosso dai fondali toscani, in attesa di definire nuove regole che non mettano a repentaglio il fragile equilibrio di questo splendido celenterato.

Le nuove misure, dopo lo stop di un anno alla pesca, entreranno in vigore a partire dal primo gennaio del 2014 ed introducono limiti più restrittivi e confini ben delineati per la raccolta del corallo rosso. Una delle regole più determinanti per la tutela del corallo riguarda la profondità a cui può avvenire la raccolta: nel mare antistante la Toscana si potrà infatti raccogliere solo il corallo che si trova oltre i 60 metri di profondità.

E questo per il corallo rosso toscano vuol dire molto, dal momento che lo troviamo già a partire dai 15 metri di profondità, a differenza del corallo della Sardegna. Tra Antignano e Quercianella crescono, molto lentamente, e con dimensioni più ridotte rispetto alla media italiana, coralli rossi che colorano ed animano con i loro polipi espansi canali, grotte ed anfratti marini. Tra le altre misure messe in campo dall'assessorato all’agricoltura ed alla pesca della Regione Toscana c'è il divieto di pescare rami che misurino, alla base, meno di otto millimetri di diametro (il diametro può arrivare fino a 3 centimetri). Se sono presenti, non dovranno superare il 5% dell'intero pescato. Inoltre si dovrà pescare solo a mano (con piccozze o malepeggio) e senza avvalersi di dispositivi per la perlustrazione a distanza dei fondali.

Tutto per scoraggiare la raccolta su larga scala e di grandi quantitativi che mette a rischio il corallo, specie con una crescita molto lenta, e che stenta dunque a ripopolarsi se sottoposto ad un prelievo eccessivo. Ricordiamo che il corallo rosso è l'unica specie del genere Corallium a popolare i fondali del Mediterraneo. Un tempo nell'Arcipelago Toscano ed in generale in Italia la raccolta era molto praticata, si pescavano stando alle stime 60 tonnellate di corallo ogni anno, utilizzato per fabbricare gioielli.

La pesca, come spiega Legambiente Arcipelago Toscano, può avvenire con la croce dei corallari, trainata da una barca, un metodo che come è facile intuire lascia poco spazio alla selezione ed è altamente devastante. Oppure a mano, effettuata dai sub. Oggi il corallo si trova a profondità sempre più elevate e questo scoraggia la raccolta manuale. Ecco perché è fondamentale tutelare ulteriormente il corallo rosso toscano, quello tra tutti rimasto più accessibile e vulnerabile proprio perché si incontra già a 15 metri di profondità.

Via | Il Tirreno; La Nazione
Foto | Wikimedia Commons

  • shares
  • Mail
3 commenti Aggiorna
Ordina: