Grandi navi a Venezia, lo stupro della bellezza prosegue divinamente

navi crociera venezia

Era il 21 gennaio del 2012 quando ringraziavamo, si fa per dire, capitan Schettino e la sua ciurma perché all'improvviso le amministrazioni delle città costiere si erano rese conto della presenza di enormi città galleggianti a pochi metri dalla riva. Avvistato pericolo e trave in un occhio dopo anni che i comitati cittadini, esemplificativo il caso di Venezia, chiedevano lo stop al passaggio delle navi da crociera nel Bacino di San Marco, con iniziative e manifestazioni che non potevano passare certo inosservate e che lanciavano accuse pesanti del calibro di Big Ship You Kill Me.

E non solo per i rischi che corre un patrimonio dell'UNESCO qual è Piazza San Marco in caso di manovre spinte e riverenze delle navi, ma anche per l'inquinamento che sta deturpando i monumenti oltre che i polmoni dei cittadini. E ancora: perché vedere Venezia ancorata a queste navi, questo è l'effetto visibile, è uno stupro della bellezza. Questi giganti ti tolgono il fiato e non certo per ammirato stupore. Nulla è cambiato da allora, se non in peggio. Ieri 2 giugno è entrata infatti in laguna una nave della MSC, la più grande che abbia mai navigato quelle acque da quando nel 2000 hanno fatto il loro ingresso le navi da crociera, con una stazza di 137 mila tonnellate per 333 metri di lunghezza, 60 d'altezza. La Divina è stata accolta dalle contestazioni e... dalla cupidigia. Il Comitato No Grandi Navi in una lettera aperta si è appellato a Sophia Loren, madrina della MSC Divina:

Non si presti più con il suo nome prestigioso a coprire le ferite e i rischi che questa nave in particolare e tutte quelle simili a questa infliggono a Venezia, alla laguna, alla salute dei cittadini coi loro 2.000 inchini all'anno. Figurati che di questi mostri ne entrano in laguna oltre 700 ogni estate! La loro presenza genera in città un affollamento invivibile, provoca inquinamento atmosferico (i fumi di una sola nave equivalgono a quelli di 14.000 auto) e deteriora, con onde, vibrazioni e risucchi le fondazioni di Venezia e i fondali della laguna.

Frecciatine anche a Clini che pure prometteva provvedimenti, lui con le parole ci sa fare, e ad Ornaghi, i grandi assenti nelle grandi battaglie per la tutela di ambiente ed arte:

Il Ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, sembra più attento alle ragioni dell'economia che a quelle della tutela di ambiente e salute, il Ministro dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, brilla per il suo silenzio su questo fronte.

grandi navi venezia proteste

A protestare è anche il FAI, il Fondo Ambiente Italiano, che leva la sua voce contro quella che definisce una reiterata violenza a un contesto così delicato e prezioso. Maria Camilla Bianchini d’Alberigo, Presidente del FAI Veneto, si chiede

come sia possibile un tale crescendo di devastazione, che sfida in modo protervo le sorti di Venezia e della sua laguna, quando si potrebbe mantenere un crocierismo che rispetti livelli di sostenibilità con navi non inquinanti, dalle stazze, pescaggi e dislocamenti compatibili con la delicatezza dell’ambiente lagunare.

Ma le navi portano crocieristi affamati e insonnoliti, così dicono, che fanno ancor più ricca Venezia dormendo negli hotel, cenando nei ristoranti, acquistando souvenirs (ma non ci si ingozzava no stop sulle navi da crociera, davvero mangiano anche a terra? Che stomaci capienti!). Questo stupro della bellezza, insomma, ha un cartellino abbordabile dalle grandi compagnie di crociere. E non è il caso di farla così tragica secondo il comandante della Divina Giuliano Bossi:


È logico che Venezia debba tener conto dei pareri contrari. Ma stamattina, passando con la nave in bacino, guardavo le acque sotto di noi: viaggiando a 6 nodi, la nave scivolava senza provocare la minima onda. Sono convinto che, con la dovuta attenzione ed il rispetto che meritano, Venezia e la laguna possano ospitare le navi da crociera con un impatto minimo.

protesta navi crociera venezia

I pareri contrari, comunque, non sono solo di sparuti comitati cittadini come si vuole far credere, tanto per precisare, visto che ne vogliamo tenere conto: oltre al FAI, l'UNESCO già ai tempi della Concordia ha chiesto al Governo italiano di limitare il traffico delle navi da crociera in laguna. Sempre se vogliamo tenerne conto, eh, di questi pareruncoli. Ma la vedo difficile. L'ad di Venezia Terminal Passeggeri (VTP) Roberto Perocchio che gestisce lo scalo, ha infatti tuonato:

Non possiamo più accettare critiche fatte da non esperti, affermazioni prive di fondamento tecnico e scientifico. Le navi da crociera sono un vantaggio enorme per Venezia, non un danno. Specie in un momento in cui il Porto sta subendo il declino del traffico mercantile.

E chi non sa vedere i vantaggi è cieco... quasi quanto chi non aveva visto le grandi navi passare in laguna prima della tragedia della Concordia. È proprio vero che la vista a Venezia non è più quella di una volta. Touché: la bellezza, a conti fatti, era una piccola cosa...

Foto | Luciano Mazzolin su Facebook; Global Project Info

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