Ecomondo 2015 fa il punto sulla green economy in Italia

Si concluderà domani, dopo quattro giorni di dibattiti e confronti, Ecomondo, il tradizionale appuntamento fieristico nel quale imprese, associazioni, specialisti e privati si confrontano sui temi della green economy e i sui business connessi allo sviluppo sostenibile. Nel corso della fiera si sono svolti gli Stati Generali della Green Economy, un appuntamento per fare il punto sul contributo che questa può dare alla ripresa economica nel nostro Paese.

“Le proposte non devono essere solamente richieste di finanziamento, le imprese non hanno solo bisogno di finanziamenti e incentivi, ma hanno bisogno che il governo le aiuti a decollare dove l'Italia ha una leadership. C'è bisogno di snellire le procedure e di aiutare il coinvolgimento delle imprese. In alcuni casi sono proposte normative: abbiamo bisogno di nuove leggi e nuovi provvedimenti. La cosa importante è che si facciano insieme: si chiamano Stati generali perché sono tutti coinvolti”,

spiega Raimondo Orsini, direttore della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile.

Sono le normative e le politiche a spostare i baricentri degli investimenti e dell’occupazione. Due esempi? Il calo degli incentivi per le rinnovabili ha provocato la perdita del 20% dei posti di lavoro nel settore, invece gli incentivi per l’efficienza energetica hanno inciso positivamente sull’occupazione nella nicchia del risparmio energetico.

Secondo Orsini è fondamentale che il Governo condivida fattivamente le 23 proposte elaborate dai Gruppi di Lavoro tematici del Consiglio Nazionale della Green Economy e inviate al Ministero dell’Ambiente e al Ministero dello Sviluppo Economico: un green bonus a favore delle start up, agevolazioni fiscali per le imprese che investono in eco-innovazione, un piano di azione nazionale per l’energia e il clima, il rilancio dell’occupazione giovanile in agricoltura, un piano per il dissesto idrogeologico e detrazioni fiscali per incentivare la sharing mobility (con detrazioni a favore di chi sceglie di muoversi con mezzi in condivisione) sono solo alcune delle soluzioni che gli esperti hanno individuato per consentire al nostro Paese di conciliare, dopo anni di difficile e dolorosa coabitazione, lavoro e ambiente, occupazione e salute.

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